Una serra e tanta pratica

10 Settembre 2014

Come si diventa vivaisti, una professione che sta tornando

PESCARA. Il ritorno alla terra è quello di tanti giovani che hanno scelto magari di riprendere la professione del nonno, in assenza di lavoro. È per questo motivo che il vivaismo è un settore che regge alla crisi, complici anche i contributi fino a poco tempo fa assegnati dallo Stato ai nuovi agricoltori. Ma che cosa bisogna fare per svolgere la professione del vivaista, e quale titolo di studio bisogna avere?

Il vivaismo è un comparto dell'agricoltura, e nell'ambito di esso vi sono settori più o meno specializzati come quello dei fiori, delle piante ornamentali, degli alberi da frutto e così via. Per svolgere la professione di vivaista occorrono mediamente uno o due ettari di terreno. Le serre non sono indispensabili ma spesso necessarie. Per costruirle però occorre la licenza edilizia e occorre sostenere un investimento finanziario consistente per dotarsi di computer e attrezzature adatte.

Quanto alla formazione, chi sceglie questo mestiere non necessita di un titolo di studio specifico, ma è sufficiente terminare la scuola dell’obbligo e fare alcuni anni di pratica in azienda. Tuttavia, quanto più egli sarà specializzato, tanto più la sua professionalità sarà completa. In questo caso vengono in aiuto gli Istituti agrari (come quello di Scerni e quello di Alanno) ed i corsi universitari (come Bioscienze e tecnologie agro alimentari ed ambientali a Teramo). Necessaria un'adeguata conoscenza delle regole del marketing e della lingua inglese, dal momento che una buona fetta del fatturato del settore è costituita dalle esportazioni all'estero. (pa.to.)

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