Usi civici, cade la tassa del 9%

18 Luglio 2014

In Gazzetta il provvedimento che abolisce il balzello su terreni e immobili

PESCARA. Tutti i cittadini possessori di terreni gravati da uso civico non dovranno pagare più l'imposta del 9%, comunque non inferiore a 1000 euro, del valore dell'immobile, nel caso volessero procedere alla sistemazione patrimoniale del bene. È stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la modifica alla all'articolo 10, comma 4, del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n.23 che ripristina le esenzioni già previste dalla Legge, acoclgiendo l'emendamento proposto dalla senatrice Stefania Pezzopane, sostenuto dalla determinante azione di governo del sottosegretario Onorevole Giovanni Legnini.

La norma abolita, introdotta dal così detto Decreto Tremonti sul Federalismo Fiscale n. 23 del 14 marzo 2011, andava a colpire soprattutto i cittadini dell'Italia meridionale in cui vi è, per ragioni storiche, la presenza di Uso Civico. «In Abruzzo il 40% dell'intera superficie regionale è interessato dal vincolo di Uso civico», dice il sindaco di Pizzoferrato Palmerino Fagnilli che ha dato inizio ai lavori di gestione del Progetto della Verifica demaniale, con la firma dei primi contratti di alienazione delle terre interessate dal vincolo di Uso Civico. «Risulta che 450.000 cittadini siano interessati da questo provvedimento. Per ciò se avessero dovuto pagare almeno 1000 euro a immobile, il conto avrebbe avuto contorni catastrofici per le finanze dei cittadini abruzzesi e del Sud. Infatti, nei Comuni abruzzesi, è sussistente, la così detta “presunzione di demanialità” affermata dalla Cassazione a Sezioni Unite Civili con la sentenza n. 2598 del 16 agosto 1958».