Uso improprio di fondi comunitari: sotto inchiesta anche l'abruzzese Daniela Aiuto

7 Marzo 2017

Sono sei gli eurodeputati italiani a cui vengono contestati rimborsi non dovuti per ricerche e consulenze. Nel caso della europarlamentare vastese le ricerche pagate sarebbero state copiate da Wikipedia e lei non se ne è accorta

BRUXELLES. Anche un'europarlamentare abruzzese sotto inchiesta per i rimborsi non dovuti. Il Parlamento Europeo ha aperto una serie di inchieste contro sei deputati italiani per l’uso improprio di fondi comunitari, che sarebbero stati utilizzati per pagare assistenti locali o ricerche senza rispettare le regole interne dell’Assemblea di Strasburgo. Alcune indagini sono ancora in corso e l’esito «non è chiaro», spiega una fonte dell’Europarlamento. I casi di Riccardo Nencini e Pier Antonio Panzeri sono «pubblici», visto che entrambi hanno presentato ricorso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione Europea contro le richieste di rimborso effettuate dall’Europarlamento. Gli altri «casi in corso» sono quelli di Mario Borghezio della Lega Nord, Lara Comi di Forza Italia e Laura Agea e Daniela Aiuto di Vasto (Chieti) del Movimento 5 Stelle, spiega la fonte. Quest'ultima però avrebbe utilizzato male i rimborsi per «negligenza», ovvero mancato controllo.

La notizia dell’uso improprio di fondi europei da parte di deputati italiani è stata data per prima dal quotidiano la Repubblica. Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, non ha voluto commentare l’uso improprio di fondi da parte di singoli deputati. Secondo le regole dell’Europarlamento, i deputati possono utilizzare i fondi comunitari solo per gli assistenti che effettivamente svolgono funzioni legate all’Assemblea di Strasburgo e non relativa all’attività politica nazionale. Per Mario Borghezio la contestazione è di aver pagato come assistente Massimiliano Bastoni, eletto consigliere comunale a Milano nel 2011. Un rilievo simile è stato avanzato nei confronti della deputata del M5S, Laura Agea, che avrebbe assunto come assistente locale un militante del movimento diretto da Beppe Grillo. Sempre secondo le regole dell’Europarlamento, i deputati non possono assumere parenti come assistenti. A Lara Comi di Forza Italia è stato chiesto di rimborsare i fondi utilizzati per pagare la madre come assistente locale. Il caso di Daniela Aiuto, a cui i servizi parlamentari hanno contestato alcune ricerche commissionate a una società di consulenza perchè ritenute frutto di plagio e dunque non rimborsabili, è considerato di «negligenza», spiega la fonte dell’Europarlamento.