Vacca: così rilanceremo la cultura in Abruzzo

Il sottosegretario M5S: le misure finanziarie del governo aiuteranno i cittadini la nostra regione ha bisogno di pianificazione, stop ai finanziamenti a pioggia
PESCARA. I suoi cento giorni da sottosegretario capitano nel bel mezzo di una congiuntura economica che fa discutere. Per l’onorevole Gianluca Vacca (M5S), 45 anni, nato a Roma, ma residente in Abruzzo, sono giorni febbrili, tra le speranze di aver svoltato nell’attività di governo e i dubbi espressi dall’Europa.
Onorevole, il Def (Documento di economia e finanza) considerato fondamentale dal governo ha visto il crollo delle Borse e l’aumento dello spread. Non temete che il debito possa ricadere sui servizi e quindi sulle tasche dei cittadini?
«Guardi, il debito pubblico italiano, durante le politiche di austerità è cresciuto e non diminuito. Quindi è evidente che le politiche di austerità non hanno migliorato i conti del Paese. La verità è che per la prima volta, invece di fare provvedimenti a favore delle banche o di altre grandi lobby, abbiamo predisposto una legge di bilancio, una manovra, che fa l'interesse del popolo che ridà i soldi al popolo, una manovra espansiva, con l’obiettivo di rimettere in circolo i soldi per dare una spinta a tutta l'economia reale, la famosa politica keynesiana che ridà i soldi ai cittadini grazie al reddito di cittadinanza».
Non teme che l’aumento dello spread possa determinare un aumento dei tassi variabili dei mutui?
«Non c’è nessuna relazione diretta tra spread e mutui, quindi i cittadini non devono pensare che sia un rapporto immediato. Noi stiamo dialogando con i grandi player economici. La nostra manovra economica è finalizzata a rilanciare il sistema paese».
Quali i provvedimenti di questi primi 100 giorni di cui lei è più soddisfatto?
«Sicuramente l'accordo raggiunto sull’aggiornamento al Def e quindi i presupposti per la legge di bilancio che stiamo predisponendo, con il deficit al 2,4%, il reddito di cittadinanza, il superamento della legge Fornero. Abbiamo messo un miliardo e mezzo per ridare i soldi a coloro che sono stati truffati dalle banche».
A Chieti la crisi culturale è amplificata dalle incertezze sulla riapertura del teatro Marrucino. Tra Chieti e Teramo i siti archeologici sono in abbandono, ha un’idea, un progetto per il rilancio, magari creando un marchio culturale?
«C'è tantissimo da fare e poco, pochissimo, quasi nulla, è stato fatto in passato per la tutela del nostro patrimonio. Noi abbiamo un patrimonio straordinario, e io cito sempre l'esempio di Corfinio dove esiste la più antica iscrizione del nome Italia, è una moneta chiusa nel museo civico di un comune di mille abitanti. In altri Paesi sarebbe un centro di visita, un attrattore enorme per il territorio. Purtroppo la volontà politica dei precedenti governi, ma soprattutto della Regione che ha la competenza sul turismo, è stata carente. Siamo la penultima regione per flussi turistici secondo l'ultimo studio di Confcommercio».
Che fare allora?
«Ci vuole una pianificazione politica. Io in questi tre mesi ho già dato delle risposte alle emergenze che mi sono ritrovato, come per esempio all'Aquila, dove sono intervenuto per ridare i soldi agli enti di spettacolo aquilani che erano stati danneggiati dal precedente governo. Senza considerare la loro particolarità, che è quella di operare nei luoghi del terremoto, e ho messo in piedi il comitato per le celebrazioni ovidiane, che si sono concluse, ma il governo precedente si era dimenticato di attivare il comitato. Stiamo mettendo in piedi le risorse per le iniziative dell'anno prossimo per valorizzare il restauro e recupero dei Beni culturali all'Aquila a 10 anni dal terremoto del 2009. Quindi anche un processo di valorizzazione culturale, come a Pescara con la Soprintendenza che si è attivata per una valorizzazione delle villette stile Liberty a Pescara sud, visione devastata dalla miopia dell’amministrazione comunale che ne ha autorizzato l’abbattimento».
C’è l’accordo per recuperare la più grande rete di miniere d’Europa, in Val Pescara, come pensa di rilanciare il progetto?,
«Quello è uno dei tanti progetti di valorizzazione, ma questi progetti devono avere un supporto da parte delle associazioni, dal basso. Stop ai fondi a pioggia e alle cattedrali nel deserto».
C’è il tema della ricostruzione dei beni culturali.
«Ho voluto la delega perché sono abruzzese. Stiamo lavorando per rendere la ricostruzione più veloce fornendo le persone e le strutture che servono per accelerare le procedure. Punto molto sulla digitalizzazione del patrimonio culturale, è il futuro».
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