Valanghe, bollino rosso in Abruzzo

Protezione civile e Forestale lanciano l’allarme: fino a domenica condizioni di forte pericolo in tutto l’Appennino
L’AQUILA. La notifica su Facebook informa che è stato creato l’evento “Weekend al Rifugio Sebastiani” previsto per sabato e domenica. “Gita con le ciaspole da Campo Felice al Rifugio Vincenzo Sebastiani dove si pernotta e al mattino si percorre un itinerario che ci riporterà a Campo Felice”. Altitudine: 2.102 metri. Come rinunciare, sapendo che questa fine settimana sarà di sole per lo più? Ma è qui che dovrebbe scattare la molla della razionalità in un’ottica di prevenzione: la Protezione civile regionale e il Corpo Forestale dello Stato hanno informato proprio ieri che c’è “forte pericolo valanghe su tutto l'Appennino abruzzese. La situazione perdurerà almeno fino al week end”. Per cui, “si ricorda che escursioni al di fuori delle aree controllate dai gestori dei bacini sciistici possono risultare pericolose senza un'attenta valutazione dei percorsi o senza l'ausilio di personale qualificato (guide alpine)”. Insomma, meglio aspettare per il rifugio Sebastiani. L’avviso arriva dopo giorni di forti nevicate. Il pericolo valanghe è forte (4 su una scala di 5) sul massiccio del Gran Sasso e marcato (3) su tutto il resto dell’Appennino abruzzese. Il grado di pericolo è stimato grazie ai rilievi che gli esperti del servizio Meteomont eseguono tutte le mattine nei 16 campi di monitoraggio sparsi in regione. Queste piccole aree sono fornite di strumentazione che permette di misurare la quantità di neve che è caduta, il tipo (se compatta o farinosa), se magari è scesa su uno strato che favorisce il distacco di neve. Sui campi di monitoraggio del Gran Sasso il grado 4 di pericolo vige già da circa una settimana, da quando, tra l’altro, alcuni Comuni convocano la Commissione valanghe; ad esempio quello di Lucoli, dove il tratto della Statale 696 tra lo svincolo autostradale di Tornimparte (in cui per caratteristiche morfologiche la Regione ha realizzato in passato delle barriere antivalanghe) e il bivio per Lucoli è stato chiuso più di una volta nelle ultime settimane. A spiegare come funziona è Sabatino Mauro Belmaggio del Servizio prevenzione dei rischi di Protezione civile. «Sulla base di questo monitoraggio giornalmente vien emesso un bollettino che riporta il grado di pericolo sul territorio», spiega.
Ogni anno le valanghe in regione provocano almeno una vittima. Ci sono stati anni addirittura con 20-30 travolti. D’altra parte l’Abruzzo ha oltre duemila chilometri di territorio montano sopra i 2000 metri di altitudine. Alcune aree sono fortemente caratterizzate dal rischio valanghe. In particolare i territori che hanno una pendenza superiore ai 28 gradi non ricoperta da bosco. Un esempio? I Valloni del Gran Sasso e Valle Fredda. Ma il pericolo è forte in tutta l’area del Gran Sasso al di fuori degli impianti sciistici. La quasi totalità degli incidenti si verifica, infatti, al di fuori di queste aree. Nei bacini sciistici la sicurezza dal rischio valanghe è assicurata da un piano ad hoc e da un responsabile che verifica il grado di rischio all’interno del bacino e indica le misure di contrasto: sciare dentro i bacini sciistici abruzzesi è sicuro. È sempre vietato, invece, lo sci fuoripista e lo scialpinismo lungo i pendii interessati da rischio di valanghe a ridosso degli impianti. In Abruzzo attraverso la carta storica delle valanghe sono stati individuati 50 Comuni all’interno dei quali si sono verificate valanghe anche importanti. Per ridurre il pericolo questi Comuni utilizzano in caso di emergenza il supporto di apposite commissioni valanghe per salvaguardare case e strade. La Regione avviato la realizzazione della prima carta di localizzazione dei pericoli da valanga (Clpv) che partirà, come primo step, dal Gran Sasso. «Si tratta di carta che indica le zone con pericolo valanghe», spiega il dirigente del Servizio prevenzione dei rischi della Protezione civile, Carlo Giovani. «A primavera partiranno, poi, i lavori per l’Alto Sangro ed i bacini sciistici di Ovindoli e Campo Felice fino a coprire l’intera regione».
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