Valle Castellana vota l’8 marzo per passare alla regione Marche

TERAMO . Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno Luciana Lamorgese, ha deliberato di indire, per domenica 8 marzo 2020, la convocazione dei comizi per lo svolgimento del...
TERAMO . Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno Luciana Lamorgese, ha deliberato di indire, per domenica 8 marzo 2020, la convocazione dei comizi per lo svolgimento del referendum popolare per il distacco del comune di Valle Castellana, in provincia di Teramo, dalla regione Abruzzo e la sua aggregazione alla regione Marche e alla provincia di Ascoli Piceno. Valle Castellana, un comune di circa mille abitanti guidato dal sindaco Camillo D’Angelo, è un centro del Teramano il cui territorio è situato all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso-Laga. A dare il via alla richiesta di referendum era stata l’approvazione a luglio, in consiglio comunale, della relativa delibera. Il quesito referendario sarà il seguente: «Volete che il territorio del Comune di Valle Castellana sia separato dalla Regione Abruzzo per entrare a far parte integrante della Regione Marche?». Secondo la legge La proposta sottoposta a referendum è dichiarata approvata nel caso che il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito non sia inferiore alla maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto il referendum, altrimenti è dichiarata respinta. Come prima motivazione al passaggio alle Marche i promotori adducono quella geografica. Valle Castellana, infatti, dista 40 chilometri da Teramo mentre Ascoli Piceno si trova a solo 18 chilometri. Una collocazione geografica che ha portato da sempre Valle Castellana a gravitare su Ascoli. Inoltre il territorio del comune teramano, che fa già parte della diocesi ascolana, ricade nel distretto giudiziario delle Marche e la maggior parte della popolazione residente studia e lavora ad Ascoli Piceno con cui Valle Castellana è collegata da diverse corse giornaliere di autobus. Anche nel territorio del comune teramano, comunque, c’è chi è contrario al referendum: sono le frazioni dell’Alto Salinello - Macchia da Sole, Piano Maggiore, Macchia da Borea e Leofara - che hanno già ottenuto la disponibilità del Comune di Campli, in caso di esito positivo del referendum, ad annetterle al proprio territorio.

