Variante Sud un nuovo tracciato per sbloccarla

12 Luglio 2014

L’AQUILA. Un tratto di Statale di dieci chilometri. Pochi, ma oggetto per cinque anni di dibattiti e tavoli di concertazione tra associazioni, proloco, sindaci e commercianti. È la “Variante Sud...

L’AQUILA. Un tratto di Statale di dieci chilometri. Pochi, ma oggetto per cinque anni di dibattiti e tavoli di concertazione tra associazioni, proloco, sindaci e commercianti. È la “Variante Sud città dell’Aquila - Lotto C” progettata dall’Anas. Un’infrastruttura da 48-50 milioni di euro, che unisce le frazioni aquilane di Bazzano e San Gregorio, con un viadotto, e il successivo tratto tra San Gregorio e San Pio delle Camere, che attraversa i centri urbani di Poggio Picenze e Barisciano. Dal confronto durato cinque anni è nato un progetto di tracciato alternativo presentato al governatore Luciano D’Alfonso e ai vertici nazionali dell’Anas, in particolare al presidente, Piero Ciucci, e all’amministratore delegato, Alfredo Bajo, che ieri hanno fatto tappa a Onna dopo un minitour tra alcune delle priorità infrastrutturali d’Abruzzo: una serie di progetti per diverse centinaia di milioni di euro, in parte già disponibili, “in parte da individuare con la Legge di Stabilità la norma Sblocca-Italia”, ha spiegato Ciucci. Nella struttura donata dai tedeschi agli onnesi, a Casa Onna, Anas e Regione hanno ascoltato (e accolto) le istanze del territorio. La richiesta – messa nero su bianco dai sindaci di Fossa, Poggio Picenze, Barisciano e Città Sant’Angelo,e dall’associazione “San Gregorio Rinasce onlus” e dalla proloco di Onna, è di spostare il tracciato della Variante Sud per impedire che passi proprio in mezzo ai centri abitati, dividendo in due, ad esempio, il Comune di Poggio Picenze (addirittura passando dove sorge l’abitazione di un cittadino) e ignorando di fatto i nuclei industriali di Bazzano, Monticchio, Fossa, Barisciano, che non vengono serviti. Non solo. Il progetto dell’Anas, secondo gli “oppositori”, invade e danneggia il bacino fluviale dell’Aterno. Il tracciato alternativo, dunque, attraverserebbe la valle a sud di Poggio Picenze, di fatto alleggerendo la viabilità della Ss 17, e favorendo lo sviluppo di uno snodo stradale tra i nuclei industriali già esistenti di Bazzano, Monticchio e Fossa, per una viabilità più veloce in direzione Pescara, anche per i mezzi pesanti. Con sorpresa, i vertici dell’Anas hanno accolto la proposta, con la soddisfazione del governatore e il sollievo dei rappresentanti istituzionali locali: il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, il presidente della Commissione lavori pubblici, Pierpaolo Pietrucci, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la senatrice Pd, Stefania Pezzopane. «Il tracciato alternativo è fattibile», ha detto Bajo, «e non comporta un aggravio di spesa. Ora, però, bisogna andare spediti ed entro un anno deve poter partire la gara d’appalto». Ciucci ha rimarcato l’esigenza di «porre fine a progetti datati da decenni, che devono diventare concreti, con date e impegni precisi». Il vero successo ieri lo hanno portato a casa “i piccoli”, i cittadini comuni e i soggetti del territorio che per cinque anni hanno lavorato affinché venisse approvato un diverso tracciato. Il presidente della Regione, D’Alfonso, ha infine ricordato che «si deve concretizzare anche l’infrastruttura che collega i tratti dalla valle Subequana a Barisciano e da Navelli a Bussi, per i quali tocca ora agli enti darsi da fare».

Marianna Gianforte

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