Vendemmia 2015, precoce abbondante e di qualità in Abruzzo

Si comincia con Chardonnay e Pinot, poi sarà la volta di Trebbiano e Pecorino per finire con il Montepulciano d’Abruzzo. Incremento del 5%, prezzi buoni
CHIETI. In questi giorni con la raccolta delle uve Chardonnay e Pinot, inizia la vendemmia 2015. Per le Dop abruzzesi l'andamento climatico favorevole fa prevedere una qualità elevata, soprattutto per i rossi, e un +5% in quantità. Maurizio Odoardi, responsabile dell'Ufficio vitivinicolo della Regione Abruzzo ha parlato di: «Stato sanitario ottimo per uve e vigneti, con pochissima peronospora e poco oidio. La qualità attesa è sicuramente alta e si prevede il top di gamma un po’ su tutte le uve, a cominciare dal Montepulciano e Trebbiano». I primi a entrare nelle aziende (quest’anno secondo le zone, si aprirà con qualche giorno di anticipo) saranno le uve dei bianchi: Chardonnay, Moscato, Pecorino, Trebbiano, Pinot e Cococciola. Poi sarà la volta dei rossi: Merlot, Sangiovese (vitigno che sta registrando sempre buoni risultati) e alla fine il Montepulciano che, da solo, rappresenta oltre l'80% del totale dei vini a denominazione prodotti in Abruzzo ed è tra i primi tre vini Doc prodotti in Italia.
Secondo Coldiretti «La vendemmia 2015 sarà ricordata per uno storico anticipo che la classifica come la più precoce da almeno un decennio, con il grande caldo che ha segnato la fase maturazione delle uve».
Per la confederazione italiana agricoltori di Chieti «Le previsioni della vendemmia 2015 prevedono qualità elevata e quantità di uva maggiore rispetto allo scorso anno. Da una parte buono lo stato “sanitario” delle uve con pochi attacchi di peronospora e oidio, dall'altra le alte temperature registrate negli ultimi mesi hanno rallentato lo sviluppo vegetativo e, nelle zone interne più secche e prive d’irrigazioni lo stato di “sofferenza” è abbastanza evidente. Le precipitazioni dell'ultima settimana aiuteranno la ripresa.
«Per il Montepulciano autoctono si prevede una buona annata» dice Vincenzo Marchioli, enologo della cantina Colle Moro di Guastameroli di Frisa, nel Chietino «perché questi vigneti che hanno un buon apparato radicale hanno sofferto meno lo stress idrico. I bianchi invece hanno sofferto un po’ e alla fine avremo una gradazione non molto alta». Un’annata sicuramente migliore rispetto a quella precedente quando le produzioni registrarono un meno 20% con una qualità inferiore alle medie. Buone sono le prospettive per il settore vitivinicolo abruzzese: i magazzini sono vuoti, c'è tendenza a un aumento del prezzo, nuove frontiere internazionali sono da conquistare e altre da consolidare. Condizioni che non sono piovute dall'alto ma sono frutto di una sapiente e accorta gestione del settore. Passi avanti sono stati fatti anche dal prodotto abruzzese tanto che il nostro vino è attualmente apprezzato all'estero non solo dai produttori che lo usavano anche come vino da taglio, ma anche dai consumatori finali che lo acquistano con sempre maggiore interesse. Un settore in crescita quindi con l'Abruzzo che riesce a guadagnare fette di export e a conquistare mercati fino a qualche anno fa inavvicinabili.
I viticoltori abruzzesi hanno puntano sulla qualità per fronteggiare l'avanzata nel mercato internazionale di produttori cileni, argentini, australiani, sudafricani e quelli emergenti dei Paesi dell'Est. I vini abruzzesi hanno buona salute, anche se alcuni segnali di “stanca” del mercato nazionale potrebbero essere superati dalla campagna di promozione istituita dal Consorzio di tutela dei vini d'Abruzzo.

