Vendere e comprare su internet, in ritardo le imprese abruzzesi

18 Maggio 2015

Solo il 20% utilizza il web per le attività commerciali ma tra le cause c’è anche la mancanza di Banda larga

PESCARA. In Abruzzo solo il 19,8% delle imprese di piccola dimensione utilizza i canali elettronici di acquisto e vendita, a fronte di una media nazionale del 25,1%. Per la regione, il dato più allarmante, però, è rappresentato dalla qualità dei servizi resi online dalla pubblica amministrazione: solo il 15,4% delle imprese ha utilizzato Internet per interagire con la Pa , contro una media nazionale del 17,2%. Come se non bastasse, il 36,9% delle aziende è rimasto insoddisfatto del servizio ottenuto: in tal senso l'Abruzzo si colloca al penultimo posto della classifica nazionale, seguito solo dalla Puglia. E' quanto emerge da un'analisi del Centro studi di Confartigianato Abruzzo.

In molti casi, comunque, non si tratta di mancanza di volontà da parte degli imprenditori. Se, da un lato, infatti, si continua a ripetere che la strada maestra è quella dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, dall'altro, nell'era dei social network, della comunicazione istantanea e dei dati che viaggiano in tempo reale, le principali zone industriali dell'Abruzzo non sono servite dalla Banda larga, sinonimo di connessione Internet veloce. «Tutta questa mancata digitalizzazione», commenta il direttore regionale dell'associazione di categoria, Daniele Giangiulli, «si traduce in maggiori costi e oneri burocratici da sostenere per le imprese. Per questo si rende assolutamente necessaria un’opera di digitalizzazione della pubblica amministrazione, ma anche delle imprese stesse, nella consapevolezza che il digitale rappresenta il futuro sia in termini di ottimizzazione di risorse sia in termini di nuove opportunità e di nuovi mercati da aggredire».

Il comparto dell’informatica, in Abruzzo, sempre secondo i dati di Confartigianato, registra1.872 imprese, con 7.473 addetti. «E’ un settore in crescita», dice ancora Giangiulli, «e può fungere da forte stimolo per le altre imprese meno digitalizzate. L’adeguamento al mondo del digitale si rende necessario per continuare ad essere competitivi sui mercati nazionali ed esteri». Con questo obiettivo, Confartigianato lancerà in autunno una campagna di formazione e di educazione rivolta non solo alle imprese, ma anche ai tanti ragazzi che sono in cerca di occupazione, per illustrare le tante opportunità che le nuove tecnologie possono offrire, con l'auspicio che «i giovani possano trovare nel mondo del digitale una risposta in termini di lavoro».

A livello nazionale, l'Italia, insieme alla Bulgaria, è ultima in Europa per quota di imprese che hanno effettuato vendite on-line. Solo il 5% utilizza i canali elettronici di vendita, a fronte di una media europea del 14%; cioè quasi tre volte il livello italiano.

Divario con la media europea anche per le imprese che effettuano acquisti on-line: il 15%, contro una media dei 28 Paesi dell'Unione Europea pari al 18%. I dati di Confartigianato dimostrano, al confronto con l'Europa, anche la debolezza della ‘domanda digitale’ in Italia: un terzo della popolazione (32%) non usa Internet a fronte del 18% in media nell’Ue. Peggio dell’Italia soltanto la Romania (39%), la Bulgaria (37%) e la Grecia (33%).

Lorenzo Dolce

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