Verona, gli asiatici snobbano l'Abruzzo al Vinitaly

14 Aprile 2016

Delusione per il presidente del Consorzio di tutela Verna. Il 24 giugno a Chieti l’Anteprima Montepulciano d’Abruzzo

VERONA. L'Abruzzo riporta a casa un buon Vinitaly anche quest'anno: meno spettacolo e più sostanza, meno degustatori della domenica e più operatori commerciali. «Un'edizione che prosegue il percorso iniziato negli anni precedenti», osserva Tonino Verna, presidente del Consorzio di tutela vini «forse avevamo aspettative particolari sulla presenza di buyer asiatici, non pervenuti come pensavamo, in ogni caso l'Abruzzo ha fatto la sua figura quanto a presenza e accoglienza, insomma è un bilancio consuntivo di luci con qualche ombra».

«Siamo molto soddisfatti» commenta Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Colline Teramane docg «abbiamo evidenziato la nostra territorialità, lo conferma il feedback degli operatori esteri che cominciano a percepire il Colline Teramane come una autonoma realtà vinicola di qualità». Anche secondo Roberto Di Vincenzo, presidente del Centro per il commercio estero delle camere di commercio abruzzesi, la fiera ha avuto meno visitatori occasionali e offerto maggiori opportunità per la commercializzazione del vino. «Regione Abruzzo e Consorzi di Tutela hanno fatto un lavoro eccellente, segno di una rinnovata sinergia tra istituzioni e mondo imprenditoriale», afferma Di Vincenzo «da quest'anno abbiamo ripreso la storica collaborazione con la Regione per Vinitaly e abbiamo anche annunciato l'Anteprima Montepulciano d'Abruzzo, dal 24 giugno a Chieti». Un tratto distintivo di Vinitaly 2016, secondo i produttori, è stata la presenza più qualificata di compratori esteri. «Ho notato una affluenza professionale e mirata, in particolare da Belgio, Repubblica Ceca, Canada, Stati Uniti e Cina» considera Gianluca Galasso di San Lorenzo che ha presentato il nuovo "Antàres", Docg dall'annata 2014 «per far crescere la visibilità della nostra denominazione e innalzare l'immagine del Montepulciano», vino appena premiato per l'annata 2013 al Challenge International du Vin. Soddisfatta anche Miriam Masciarelli, presente con la madre Marina Cvetic, che ha portato a Vinitaly 2016 il nuovo aceto di mosto cotto e l'Iskra docg, e pone l'accento sui giovani: «C'è una nuova generazione di operatori di questo settore da tutto il mondo, ragazzi sempre più curiosi ed educati del mondo del vino, un dato che da giovane produttrice mi rende orgogliosa». «Finalmente dopo qualche anno si è rivisto il vero business a Vinitaly» rilancia entusiasta Gaspare Lepore, anche se il Vinitaly deve cercare una svolta, come puntualizza Marina Orlandi Contucci Ponno: «Dovremmo alternarci annualmente con Vinexpo di Bordeaux forse, per migliorare la partecipazione, anche alla luce del successo del Prowein di Düsseldorf».

Giorgio D’Orazio

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