Versamenti, divorzio calcolo della mensilità...

22 Luglio 2016

Pubblichiamo le risposte dell’esperto di previdenza Felice Silvestri alle domande dei lettori sul tema delle pensioni. 1 Sono un portiere di condominio, compio 70 anni e 7 mesi il 30 aprile 2017....

Pubblichiamo le risposte dell’esperto di previdenza Felice Silvestri alle domande dei lettori sul tema delle pensioni.

1 Sono un portiere di condominio, compio 70 anni e 7 mesi il 30 aprile 2017. Devo andare in pensione avendo 42 anni di anzianità, o posso ancora lavorare?.

«Se il datore di lavoro non intende risolvere il rapporto di lavoro, è possibile continuare a lavorare. Il lavoratore può anche andare in pensione, cessando l’attività lavorativa, e, da pensionato, riprendere l’attività lavorativa dopo almeno un mese dal pensionamento. Gli anteriori contributi versati daranno diritto a supplemento di pensione».

2 Sono stata licenziata dopo 27 anni di lavoro dipendente presso uno studio notarile: ho 59 anni di età e mi si dice che percepirò la pensione a 66 anni. Non è possibile una forma di versamento volontario per una pensione immediata?

«Il diritto alla pensione di vecchiaia sarà raggiunto con il requisito anagrafico di 67 anni e 5 mesi. Il ricorso ai versamenti volontari non modificherebbe la decorrenza del trattamento pensionistico.

3 Sono nato il 19 luglio 1963, lavoro dall’aprile del 1997 quando potrò andare in pensione? Guadagno 1300 euro al mese compresi gli 80 euro di Renzi. A quanto potrà ammontare la mia pensione? Posso smettere di lavorare nel 2017? Poi la pensione quando me la danno?

«Con l’età di 53 anni e 5 mesi alla fine dell’anno 2016, il diritto alla pensione di vecchiaia sarà raggiunto al compimento di 68 anni e 5 mesi (giugno 2031) ed il trattamento pensionistico, previa cessazione della attività lavorativa dipendente, decorrerà dal 1° luglio 2031. Il trattamento pensionistico sarà determinato con il sistema di calcolo contributivo basato sulla contribuzione complessivamente versata.

Alla data del pensionamento, al montante contributivo, cioè alla somma rivalutata dei versamenti effettuati nell’intera vita assicurativa, si applica un coefficiente di trasformazione di valore diverso in senso crescente con l’aumentare dell’età anagrafica dell’assicurato. Il risultato ottenuto costituisce la pensione lorda annua che, divisa per 13, determina l’importo della pensione lorda mensile.

4 In caso di divorzio come viene ripartita la pensione di reversibilità tra l’ex coniuge e quello superstite?

La corte costituzionale con la sentenza n. 419/1999 ha chiarito che, in caso di divorzio, la pensione di reversibilità non può essere ripartita tra l'ex coniuge divorziato, titolare dell'assegno divorzile, ed il coniuge superstite, avente diritto alla pensione, semplicemente in proporzione alla durata dei rispettivi matrimoni, cioè in base ad un criterio puramente matematico. Il giudice, nella ripartizione della pensione di reversibilità, deve invece tener conto sia delle esigenze del coniuge superstite, sia di quelle dell'ex coniuge, pur non trascurando l'elemento temporale dei due matrimoni.

Secondo i giudici della Consulta la mancata considerazione di qualsiasi correttivo nell'applicazione del criterio matematico di ripartizione, renderebbe possibile l'esito paradossale che «il coniuge superstite potrebbe conseguire una quota di pensione del tutto inadeguata alle più elementari esperienze di vita, mentre l'ex coniuge potrebbe conseguire una quota di pensione del tutto sproporzionata all'assegno in precedenza goduta, senza che il tribunale possa tener conto di altri criteri, per ricondurre ad equità la situazione».

5 Sono un invalido, mi dicono che ho diritto a un bonus contributivo, di che si tratta? E come è possibile ottenerlo?

A decorrere dal 2002, ai lavoratori sordomuti, agli invalidi civili e del lavoro (sia Inps che Ipsema) con invalidità superiore al 74% ed agli invalidi di guerra o per servizio delle prime quattro categorie sono riconosciuti, a domanda, per gni anno, anche precedente al 2002, di effettivo lavoro dipendente o in cooperativa due mesi di contribuzione figurativa utile ai fini pensionistici. Il beneficio è riconosciuto fino a limite massimo di cinque anni e, comunque, entro l'anzianità contributiva massima valutabile nel fondo competente a liquidare la pensione.

La maggioranzione non si applica nei casi di versamenti volontari. La maggiorazione, oltre che sull'anzianità contributiva, incide anche sul calcolo della pensione ed a seconda del periodo di lavoro per il quale viene attribuito, il bonus andrà ad incrementare rispettivamente le due quote per la determinazione della parte retributiva del trattamentto pensionistico e cioè la quota A, che si riferisce alla anzianità maturata entro il 31 dicembre 1992, se la maggiorazione riguarda periodi anteriori al 1° gennaio 1993 e la quota B se relativa a periodi successivi al 31 dicembre 11992.

Il beneficio non si considera, invece, per la determinazione della retribuzione annua media pensionabile (ultimi 5 anni per la quota A di pensione e ultimi 10 anni per la quota B di pensione).

Per ottenere il bonus contributivo è necessario comprovare il requisito richiesto presentato all'ente di previdenza una apposita domanda corredata da idonea documentazione (per gli invalidi civili, dal verbale di accertamento sanitario Asl, completo dalla conferma espressa dalla Commissione medica di verifica del Tesoro)».

6 Sono nato nel 1963, lavoro da gennaio 1989, nel 2018 faccio 30 anni di contributi.

Non ho fatto il riscatto della laurea, cortesemente chiedo se effettuare il riscatto può servire per poter andare in pensione prima (o se vale sempre l'età anagrafica minima da raggiungere).

«Riscattando i 4 anni del corso legale della laurea sarà possibile andare in pensione anticipata circa 3 anni prima rispetto al pensionamento di vecchiaia, cioè nell'anno 2028 rispetto all'anno 2031».

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