«Vi spiegherò come ottenere i fondi europei»

19 Novembre 2014

L’unica europarlamentare abruzzese aprirà uffici di consulenza per imprese e cittadini

PESCARA. L’onorevole tiene famiglia. Nel senso migliore del termine, perché a marzo Daniela Aiuto, unica europarlamentare eletta in Abruzzo, diventerà madre per la quarta volta. Lo farà in una clinica di Bruxelles, dove verrà alla luce la femminuccia che andrà a far compagnia ai tre maschietti (il più grande ha 11 anni) che già allietano la famiglia dell’architetto vastese e del marito, Maurizio Pozzolini. Tutta la truppa ha lasciato Vasto per trasferirsi in pianta stabile nella capitale belga: «Se si vuol fare le cose seriamente, bisogna starci a Bruxelles. Il lavoro è tanto e noi del 5 Stelle siamo tra i più presenti, tanto che gli altri gruppi, dopo un’iniziale diffidenza, cominciano ad apprezzarci. Non posso dire lo stesso per i deputati italiani delle altre formazioni...».

A dispetto delle sue 37 mila preferenze, lei resta un oggetto misterioso per molti abruzzesi: da quando fa politica?

«Da poco più di due anni. Non ero mai stata iscritta a un partito e seguivo il blog di Beppe Grillo perché mi interessavano le sue battaglie: la necessità di una rivoluzione energetica, di un’architettura sostenibile, l’acqua come bene pubblico, il recupero della sovranità monetaria, il reddito di cittadinanza per chi non ha un lavoro...tutti temi veri, in cui spesso mi imbattevo nel mio lavoro di architetto».

Come nacque la candidatura, allora?

«A ottobre del 2012 mi iscrissi al blog, avevo voglia di dare una mano alla campagna elettorale per le Politiche. Che a Vasto andarono benissimo, tanto che fu eletto un senatore, Gianluca Castaldi. Poi sono arrivate le Europee e non pensavo proprio di farcela: in Abruzzo eravamo tre candidati, per di più in una regione piccola, e pensavo che i voti si sarebbero frammentati».

E invece...

«E invece abbiamo quasi pareggiato il risultato del Pd, sfiorando il 30%, un risultato inferiore solo a quello della Sardegna. Gli abruzzesi ormai li conoscono quelli del Pd, che non a caso qui hanno avuto una percentuale inferiore di dieci punti alla media nazionale».

Da quando conosce Grillo?

«L’ho visto per la prima volta quando venne a Vasto per la campagna elettorale del 2013 e parlò in Piazza Diomede. Poi ripassò per raccogliere le firme: ricordo che era una domenica e per incontrarlo saltai il pranzo con la famiglia, che per me è una cosa eccezionale».

Dicono che a Bruxelles non vi abbiano accolto bene...

«Tutto per colpa dei nostri colleghi italiani degli altri partiti, che ci hanno descritto come un pericolo. Contrariamente a tutte le consuetudini, ci hanno tagliato fuori da tutte le presidenze e anche dalla vice-presidenza del Parlamento. Ma il tempo ci sta dando ragione».

Lei di che cosa si occupa?

«Faccio parte della Commissione trasporti e turismo e sono coordinatrice per il mio gruppo della Commissione parità di genere e diritti delle donne: il 25 terrò il mio secondo discorso in aula, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. E parlerò dei tanti casi di femminicidio a cui assistiamo in Italia».

Che cosa può fare per l’Abruzzo?

«Se si parla di turismo, siamo all’anno zero. I miei colleghi non sanno neppure dove siamo e neppure un fatto drammatico come il terremoto è servito a darci un’identità. Agli stranieri devo dire: avete presente Roma? Ecco: dall’altra parte. Vent’anni fa a Vasto in estate avevamo un sacco di tedeschi, ora solo italiani che si portano da casa panini e bottiglie d’acqua minerale...».

Da dove ripartire?

«Con meno piagnistei e più attenzione alle opportunità che abbiamo. Sui fondi europei, per esempio, siamo indietro. Non tanto per quelli indiretti, che transitano dalla Regione, ma per quelli diretti, per imprese e cittadini. Ecco perché ho deciso di aprire uffici che diano una consulenza concreta: il primo aprirà a Vasto a gennaio, sulla Circonvallazione Histoniense, il secondo a Lanciano. Userò i fondi che il Parlamento assegna ai parlamentari per far conoscere il loro lavoro nei Paesi d’origine: a me non interessa far sapere che cosa fa Daniela Aiuto, ma dare una mano concreta».

Che rapporti ha con il presidente Luciano D’Alfonso?

«L’ho incrociato una sola volta, in campagna elettorale. E ancora mi chiedo: che ci fa la Regione con una sede sempre chiusa in una delle vie più lussuose di Bruxelles?

Riesce a seguire la politica abruzzese?

«Ci sono cose che proprio non mi riesco a spiegare: leggo di una fusione tra le società regionali di trasporto, ma che senso ha unire due aziende sane come la Sangritana e la Gtm con l’Arpa? Lì si sono magnati pure i tavolini, veniamo da anni di cattiva gestione e per di più non c’è trasparenza, abbiamo chiesto i bilanci aggiornati e non riusciamo ad averli. Sto pensando di portare il caso in Commissione a Bruxelles».

Quanto guadagna un parlamentare europeo?

«Sei mila e 250 euro netti, più 304 di diaria per ogni giorno di presenza. Mille euro noi li diamo al gruppo, che adesso dovrà decidere a quale scopo destinarli. Il resto se ne va tra l’affitto, due mila euro, e le spese di trasferta a Strasburgo».

Lei ha sempre a fianco il marito, un ex Forza Italia...

«Qualcuno ci ha anche speculato su. In politica abbiamo sempre avuto idee diverse e non c’è nulla di strano. Ma stiano tutti tranquilli: da quando ha conosciuto Grillo, anche Maurizio sta diventando dei nostri».

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