Vino, Lovato (Confagricoltura): «La Regione punti sul dealcolato»

16 Gennaio 2026

Parla il vicepresidente regionale dell’associazione: «I dati dicono che è in crescita, non si sprechi questa opportunità»

PESCARA. «Il vino dealcolato non è più una tendenza emergente, ma una realtà industriale già strutturata, sostenuta da investimenti rilevanti e da dati di consumo in crescita. A certificarlo è quanto riportato da WineNews, che ha dato conto dell’investimento da 10 milioni di euro annunciato in Francia dal Gruppo Castel per un impianto di dealcolizzazione di alta gamma a La Chapelle-Heulin, nella Loira Atlantica». A tenere alte le antenne su quello che per molti rappresenta il futuro del vino è Confagricoltura Abruzzo. L’associazione insiste sui dati di WineNews, sito specializzato.

«Il barometro Vinomètre 2025 di Toutlevin & Plus», spiega, «condotto su oltre 5.000 consumatori, evidenzia come il 16% dei francesi beva già vini analcolici, un dato che, pur riferito a un segmento ancora di nicchia, rappresenta un segnale chiaro sull’evoluzione dei modelli di consumo. Una dinamica che riguarda ormai anche l’Italia, dopo lo sblocco normativo che consente la produzione dei vini dealcolati anche nel nostro Paese».

Da qui l’appello della costola abruzzese dell’organizzazione, che invita a «non sottovalutare un processo già in atto e a governarlo con scelte chiare». «Questi dati», spiega Mauro Lovato, vicepresidente di Confagricoltura Abruzzo, «dimostrano che il mercato non aspetta e che i grandi gruppi hanno già deciso da che parte stare. Non si tratta di essere favorevoli o contrari per principio, ma di prendere atto di una trasformazione reale e decidere se l’Abruzzo vuole giocare un ruolo attivo o restare ai margini».

Confagricoltura Abruzzo ricorda di seguire il tema da tempo, come dimostra il convegno “Dealcolato: verso un’attenta informativa”, promosso lo scorso febbraio a Villamagna, nella sede della cantina Piandimare. «Un momento di confronto», dice l’associazione, «che ha riunito mondo agricolo, ricerca ed esperti del settore, analizzando quadro normativo, tecniche di produzione e opportunità di mercato, con un obiettivo preciso, rendere questa innovazione accessibile anche ai piccoli produttori». Lovato entra nei dettagli: «Serve almeno aprire ai vini Igt per mantenere il legame con il territorio, partire dal lavoro in vigna per costruire un prodotto di qualità e chiarire il quadro normativo e fiscale per non escludere le aziende più piccole».

Dal confronto è emersa anche la necessità di politiche di accompagnamento adeguate. «Senza una fiscalità di sostegno e senza l’apertura dei fondi Ocm anche ai vini dealcolati, questo mercato rischia di restare prerogativa di pochi grandi operatori», sottolinea Lovato, «Confagricoltura sostiene l’apertura a questo segmento, ma per svilupparlo davvero occorre rendere accessibile la tecnologia e superare criticità che oggi sono evidenti», rimarca.

Un altro elemento centrale, secondo l’organizzazione, riguarda la ricerca applicata, già presente in Abruzzo. In questo contesto Confagricoltura richiama il ruolo del Consorzio di ricerca unico (Crua), realtà pubblica che già dal 2006 ha sperimentato la dealcolizzazione del vino, brevettando un rosato dealcolato e disponendo di impianti dedicati. Lo scorso dicembre Confagricoltura e Anga Abruzzo hanno visitato la struttura, ospitati dall’amministratore unico Rocco Micucci, per conoscere da vicino laboratori, impianti e servizi scientifici messi a disposizione delle imprese agricole. «L’Abruzzo non parte da zero e non può permettersi di disperdere competenze e risultati», conclude il vicepresidente Lovato.

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