Vittime salva-banche, 6.200 rimborsi

Primo bilancio degli indennizzi ai clienti di Carichieti e degli altri tre istituti coinvolti. Critico il Codacons
CHIETI. Rimborsi per oltre 15 milioni di euro, 6200 pratiche già in lavorazione e un altro migliaio in attesa di essere prese in carico. È il bilancio delle operazioni di indennizzo forfettario per i risparmiatori delle 4 banche, (Carife, Carichieti, Banca Marche, Banca Etruria), che sta curando il Fondo interbancario. «Ad oggi - sottolinea Salvatore Paterna, vice direttore generale Fitd - le liquidazioni di importo inferiore a 50 mila euro rappresentano il 96,9%, di queste quelle sotto i 20 mila sono l'85%» ma la stragrande maggioranza, «il 63,3%» è per importi inferiori ai «10mila euro». «Il numero di pratiche aumenta solo per effetto delle cointestazioni. I fatti sono che arriveranno a fine mese rimborsando solo 20 milioni pari a neppure il 5% del totale obbligazioni in mano ai privati, pari a 420 milioni nominali». È quanto afferma l'associazione “vittime del salvabanche”.. « Anche calcolando sul valore di rimborso dell'80%, siamo al 7% di rimborsi al 30 nov 2016».
Nessuna soddisfazione per il Codacons: «I rimborsi parziali pari all'80% del valore delle obbligazioni azzerate rappresentano solo l'ennesima ingiustizia a danno dei risparmiatori», spiega il Presidente Carlo Rienzi. «Solo pochi fortunati potranno avvalersi infatti degli indennizzi, e una larga fetta di obbligazionisti sarà tagliata fuori, pur in presenza di danno identico per tutti». Proprio per questo l'associazione, dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura di Arezzo nei confronti di 30 direttori di filiale dell'ex Banca Etruria e in vista dell'apertura imminente del processo penale, lancia una maxi-costituzione di massa, invitando tutti i risparmiatori della banca a intervenire nel procedimento come parte offesa, al fine di ottenere il risarcimento danni dai soggetti che hanno piazzato titoli a rischio ai piccoli investitori.

