Volete lavorare nei Servizi segreti? Inviate curriculum

28 Maggio 2015

L'AQUILA. Anche i Servizi segreti reclutano personale. E che personale: giovani laureandi o neolaureati delle università d'Italia. E non a “chiamata”, o tramite passaparola,e nemmeno per concorso o...

L'AQUILA. Anche i Servizi segreti reclutano personale. E che personale: giovani laureandi o neolaureati delle università d'Italia. E non a “chiamata”, o tramite passaparola,e nemmeno per concorso o tramite conoscenze comuni. Lo fanno, invece, con un tour nelle università, una sorta di roadshow dal titolo “Intelligence live” che sta a indicare che gli 007 escono dal chiuso dei loro uffici e dalle infinite riunioni e scendono fra i giovani, svelano i misteri e le tecniche con esperti come Bruno Valensise, direttore della Scuola di Formazione del Sistema di informazione per la sicurezza e Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della comunicazione del dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Il viaggio negli atenei è cominciato nel 2013; ieri, ventesima e ultima tappa, è toccato all'Aquila. Nell’aula magna colma di studenti del “blocco zero” di Coppito, il sottosegretario delegato alla Sicurezza, Marco Minniti ha tenuto la sua lezione sui segreti dei ... servizi segreti italiani. Invitando i giovani a inviare i loro curricula al dipartimento «perché abbiamo bisogno di ragazzi avvezzi alle tecnologie informatiche, competenti più degli adulti nei nuovi strumenti e linguaggi digitali, con l’obiettivo di combattere il terrorismo, quello interno e anche quello legato all'Islam radicale, multiforme e imprevedibile». Il senso è: «Promuovere la cultura della sicurezza partecipata», aprendo agli studenti le porte (blindatissime perché «noi interveniamo prima che il fatto avvenga, cercando di arrivare all'obiettivo ma senza poterne parlare») fisiche e immateriali del loro mondo. «Voi siete la classe dirigente del futuro», ha aggiunto Minniti, affiancato nella sua lezione - fra gli altri - dalla rettrice Paola Inverardi e da docenti esperti di informatica, come Filippo Mignosi, e di psicologia sociale come Isabella Corradini. «L'intelligence è chiamata a proteggere anche gli interessi scientifici del Paese», ha aggiunto il sottosegretario, «e nelle università operano le eccellenze in grado di contribuire alla tutela della sicurezza nazionale». Un messaggio che dovrebbe insegnare anche a tutta quella parte del mondo imprenditoriale che ignora l'università come bacino di lavoratori. Sono invece già 30 i ragazzi assunti in due anni di roadshow, oltre ottomila i curricula inviati alla sezione “Lavora con noi” del sito www.sicurezzanazionale.gov.it. Poi, spazio alla riflessione sull'equilibrio complesso tra democrazia e intelligence, sulla sfida alla lotta al terrorismo che all’ordine del giorno applica in ogni parte del mondo la strategia della paura.

Marianna Gianforte

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