Vuoi bene a tuo figlio? Leggigli un libro

16 Novembre 2014

In corso in molti comuni abruzzesi “Nati per leggere”, la settimana dedicata ai bambini da 0 a 6 anni

PESCARA. Dimostrare le opportunità e i benefici che la lettura dei libri genera in relazione alla crescita dei bambini di età compresa tra zero e sei anni; opportunità, riscontrate anche grazie a studi e ricerche scientifiche internazionali, che inevitabilmente passano attraverso una sensibilizzazione dei genitori. Con questo obiettivo è approdata anche in Abruzzo la Settimana “Nati per Leggere”, che si concluderà domenica 23. Oltre settanta, tra lettura ad alta voce, incontri di sensibilizzazione e mostre sull'editoria dell'infanzia, gli eventi organizzati su tutto il territorio regionale, da Pescara ad Avezzano, da Vasto a Giulianova, da Spoltore ad Ortona e in tanti altri centri. L'iniziativa, organizzata nell'ambito della Settimana nazionale “Nati per leggere”, è stata promossa a livello locale dal Gruppo di Coordinamento regionale NpL, composto dall'Associazione Culturale Pediatri (Acp) Abruzzo, il cui referente per il progetto è Domenico Cappellacci, e dall'Associazione Italiana Biblioteche (Aib) regionale, presieduta da Tito Vezio Viola. Il progetto, nato in Italia nel 1999 e arrivato in Abruzzo nel 2002, viene portato avanti per tutto l'anno, grazie al lavoro della Rete regionale NpL, che coinvolge decine di soggetti, tra bibliotecari, pediatri, educatrici, insegnanti dei nidi e delle scuole dell'infanzia, librai, operatori socio-culturali e lettori volontari. A svolgere un ruolo fondamentale sono, in particolare, i bibliotecari ed i pediatri abruzzesi: i primi si occupano di allestire gli spazi di accoglienza, di avere una dotazione costantemente aggiornata di libri per la prima infanzia, di organizzare iniziative, di dare consigli ai genitori e di scegliere i libri; i secondi, invece, avvicinano i genitori al progetto ed illustrano i benefici della pratica della lettura in famiglia. «Lo scopo», spiega la referente regionale Npl per Aib Abruzzo, Nadia Guardiano, «è quello di creare un momento empatico tra genitori e figli, rafforzando il legame. Si tratta di tempo completamente dedicato al bambino e al suo rapporto con il padre e con la madre. I benefici, per i bimbi sono molteplici: aumenta la capacità di ascolto e di attenzione; cresce il numero delle parole acquisite, vale a dire un vocabolario più ricco e una modalità espressiva più efficace, cioè un bambino che sa esprimere meglio se stesso; aumenta la capacità di immaginazione, elemento importante per la creatività. La lettura condivisa, inoltre, favorisce il successo scolastico. Alla fine i genitori riescono a conoscere meglio i figli e tutto questo aumenta il capitale sociale della famiglia». Il progetto sta dando i suoi frutti e, nel corso degli anni, sono cresciuti costantemente soggetti coinvolti e famiglie interessate, ma comunque non mancano le criticità. «Il problema che incontriamo», sottolinea la Guardiano, «è che non tutti i comuni hanno biblioteche e strutture pubbliche in grado di accogliere i bambini e questo è un limite».

Lorenzo Dolce