Web tax, primo sì da Strasburgo

Col provvedimento per le imprese digitali sarà più difficile evadere
STRASBURGO. Con 438 voti in favore, 145 voti contrari e 69 astensioni il Parlamento Europeo ha detto sì alla “ base imponibile comune consolidata” per l’imposta sulle società. Il provvedimento è parte di una proposta più ampia che mira a creare un regime unico di tassazione delle imprese in Ue. La misura, assieme a un altro provvedimento già approvato, mira a colmare i vuoti normativi che hanno permesso ad alcune società digitali di ridurre drasticamente le proprie imposte, evitando di pagare le tasse dove generano i loro profitti. Questo sarebbe in parte possibile attraverso l’uso di indicatori che consentirebbero di identificare se un’impresa ha una “presenza digitale” all’interno di uno Stato membro, e deve quindi essere soggetta a tassazione in quel paese.
Il Parlamento chiede alla Commissione europea di definire tali parametri, quali il numero di utenti o il volume dei contenuti digitali raccolti, per avere un quadro più chiaro del Paese in cui un’impresa genera i suoi profitti. I dati personali sono un patrimonio di grande valore raccolto da società come Facebook, Amazon e Google per creare la propria ricchezza, eppure al momento non sono presi in considerazione quando si calcolano gli obblighi fiscali. Le imprese potranno calcolare le tasse sommando profitti e perdite di tutte le proprie filiali nei Paesi membri. Le imposte risultanti sarebbero poi ripartite tra gli Stati membri a seconda del luogo in cui sono stati generati gli utili. L’obiettivo è eliminare l’attuale prassi delle imprese che trasferiscono la propria sede fiscale in Paesi con una bassa tassazione.

