Zavattaro dice no, Marsilio si arrende

4 Settembre 2019

Il governatore fa l’ultimo tentativo (a vuoto) per far cambiare idea al manager Asl. E dal vertice spuntano i nomi di Cianciotta e Morra

L’AQUILA. Il no di Francesco Zavattaro sfascia i progetti al governo regionale di centrodestra. Il manager designato alla Asl di Lanciano Vasto Chieti ha rifiutato la nomina ma il governatore Marco Marsilio non si arrende subito. E fino a tarda ora, ieri notte, ha cercato di fargli cambiare idea. Senza riuscirci.
«Non ho più novità da giorni, direi anche da settimane, cioè da quando ho avuto i primi contatti con la Regione Abruzzo. Avrei dovuto avere un riscontro certo e definitivo rispetto alle richieste da me formulate in ordine ad alcune condizioni che potessero rendere fattibile un incarico in un'azienda in grande difficoltà. Ma questo non è accaduto e il discorso è chiuso». Così dice Zavattaro, attualmente a capo della holding che controlla la sanità nella regione Friuli Venezia Giulia, stoppando la trattativa in corso con la Giunta abruzzese e bloccando di fatto anche la nomina del dg dell’Aquila, Roberto Testa.
Zavattaro chiedeva una doppia garanzia da inserire nel contratto: uno stipendio maggiore e la certificazione dell’attuale situazione debitoria della Asl teatina, in modo che non gli venga addebitata in fase di verifica. Garanzie che fino a ieri sera non gli sono arrivate. Tant’è che ha dichiarato all'Ansa: «Per me il contatto è chiuso definitivamente. E sottolineo», ha aggiunto, «che la mancanza di un riscontro non è comunque degli ultimi giorni ma risale alle passate settimane e quindi la partita in cuor mio è chiusa da tempo». Ma non lo è per Marsilio che ha fatto un ultimo tentativo notturno e telefonico. Andato a vuoto mentre, dall’opposizione, Silvio Paolucci postava su Facebook: «Giunta di centrodestra dalla paralisi al caos». In realtà ieri, giorno del vertice all’Aquila per lo spoil system, la maggioranza si è ricompattata. «La coalizione di governo di centrodestra sta lavorando nella massima concordia e armonia nella scelta delle migliori professionalità che dovranno assumere la guida degli Enti della Regione Abruzzo», questo è infatti l’incipit della dichiarazione ufficiale sottoscritta al termine della riunione dal segretario politico della Lega, Giuseppe Bellachioma e dal responsabile enti locali Luigi D’Eramo, dal coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Etel Sigismondi e dal capogruppo regionale Guerino Testa. Ma le indiscrezioni sulla spartizione dei posti superano i paletti delle note ufficiali. E le indiscrezioni sono tante: l’economista Stefano Cianciotta, su indicazione di Marsilio, guiderà Abruzzo sviluppo al posto dell’avvocato Manuel Di Monte; l’avvocato di FdI, Giandonato Morra è designato all’Istituto Zooprofilattico, anche se la Lega per ora dice no; al Carroccio andranno le presidenze delle Ater di Teramo, L’Aquila e Lanciano Vasto, a Forza Italia quella di Pescara e a FdI Chieti; le Adsu sono così spartite: Chieti-Pescara a FI, L’Aquila alla Lega e Teramo a Fdi; Forza Italia si assicura la Sangritana spa mentre la decisione sui Consorzi di Bonifica resta congelata così come Fratelli d’Italia adesso frena sulle 35 posizioni su 145 dello spoil system che si era assegnata sulla carta, contro le 31 riservate a FI, mentre la Lega scalpita per ottenere la delega in giunta alle Autonomie regionali da affidare a un proprio consigliere ma trova il no secco dei forzisti. Come finirà? Lo sapremo alla prossima puntata, cioè alla riunione fissata per lunedì 9 settembre.