È rivolta contro la legge sui fiumi

14 Luglio 2015

Ambientalisti e Rc: «Impatto devastante, ritirate la discussione»

PESCARA. Wwf, Legambiente, Lipu e Italia Nostra, H2O chiedono di sospendere la discussione di oggi in consiglio regionale, sulla proposta di legge del Pd “Norme in materia di gestione dei corsi d'acqua” e di riaprire il confronto col mondo scientifico. «La proposta», dicono, «è vecchia e inadeguata: si basa su un Regio Decreto del 1904 e non sulle recenti direttive europee. Così com'è aumenterebbe i problemi invece di risolverli». «Se i consiglieri regionali non vogliono ascoltare le ragioni dell'ambiente, ascoltino almeno quelle dell'economia» aggiungono le associazioni ambientaliste che sottolineano come «molti tratti dei fiumi siano inclusi nella rete di aree di grande valore naturalistico europeo e risultano quindi particolarmente tutelati ai sensi di specifiche direttive che anche l'Abruzzo deve rispettare».

Di «fermare la legge ammazza fiumi» parla anche Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale Rifondazione Comunista, che parla di «impatto devastante che rappresenta l'ennesima brutta pagina della storia di aggressione e pessima gestione dei nostri fiumi da parte della politica regionale». «Questa legge», sottolinea, «incentiva l'escavazione e il taglio della vegetazione ripariale da parte dei privati. Si tratta di una legge in contrasto e che ovviamente ignora le direttive europee “Acque” (2000/60/CE), “Alluvioni” (2007/60/CE) e “Habitat” (43/92/CEE)». Acerbo sostiene che la soluzione sui fiumi «è affidata al project financing» e alla «valorizzazione» del materiale litoide e della massa legnosa».

Presa di posizione, infine, anche del segretario regionale di “Ambiente e/è Vita” Abruzzo Onlus Patrizio Schiazza che parla di un «disegno di legge privo delle necessarie consultazioni.