Anna Karina (Gettyimages)

TURNO DI NOTTE

Anna, la ragazza che amava l’amore

Capita di essere sorpresi dalla morte di un personaggio famoso. Accade, infatti, che si sia convinti che quella persona ci abbia lasciati già da tempo. È successo ieri con la notizia della scomparsa a 79 anni di Anna Karina, l’attrice danese che fu la musa dei registi della Nouvelle Vague francese e, in particolare, di Jean-Luc Godard, con cui girò film come Pierrot le fou e Vivre sa vie, che segnano i confini del cinema degli anni ’60 come piccole pietre miliari che indichino la distanza da una meta agognata. Di quegli anni, Anna Karina interpretò la leggerezza poi annientata dalla pesantezza ideologica del Sessantotto e dei tempi che seguirono. Era l’incarnazione di un tipo femminile e, insieme, di un’idea del cinema. La stessa che faceva dire a Godard: «Per fare un film servono due cose: una pistola e una donna». E al suo amico e rivale, François Truffaut: «Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni». Sentimentale e sfrontata nell’amore, Anna Karina si confessava così a a Jean Paul Belmondo, nel film Pierot le fou: «Non avremmo mai creduto che l'amore sarebbe rimasto. Eravamo tanto incostanti. E nonostante tutto, senza dire niente, a poco a poco, i sentimenti invadono i nostri corpi leggeri e parole di amore si formano sulle nostre labbra nude, a poco a poco».
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