LA VALIGIA DI CARTONE
Nella valigia di cartone ci sono tante storie e il suo peso a volte è leggero, a volte no. Raccoglie storie di generazioni, di naufragi, di partenze e di ritorni: una Italia in giro per il mondo,...
Nella valigia di cartone ci sono tante storie e il suo peso a volte è leggero, a volte no. Raccoglie storie di generazioni, di naufragi, di partenze e di ritorni: una Italia in giro per il mondo, nella speranza di una vita migliore, in tante ondate della storia nazionale. In famiglia, quasi tutti abbiamo avuto emigranti. La mia zia materna era emigrata con la sua famiglia in Argentina. Tornarono una volta in Italia e le ricevemmo, in un piccolo paesino di montagna, con tutti i riguardi che si dovevano ad ospiti tanto famosi abitanti di mondi a lungo favoleggiati. Si stima che almeno ottanta milioni siano gli italiani partiti, e che con grande fatica si sono integrati nelle varie comunità locali e nazionali. C’è chi a queste partenze e ritorni ha dedicato molti libri, come Goffredo Palmerini. Libri che non sono solo carta, ricerche, pagine: ma sono pieni di storie con nomi e cognomi, visi, nostalgia delle origini e orgoglio per chi è riuscito a ricostruirsi un mondo. Riannodano i fili tra comunità abruzzesi e non solo, lontane nel tempo e nello spazio, assolvono ad una funzione di rammendo tra le esistenze rimaste qui e quelle che hanno sfidato l’oceano, i pregiudizi, il destino per costruire una alternativa, declinare il futuro. Non più solo la valigia di cartone, ma ormai moderni strumenti tengono insieme le comunità: persino l’uso dei social contribuisce a tessere questi fili. Tirano sempre questi ami, nelle festività che si approssimano e che vorremmo potessero riunire, tutti quelli che ci appartengono e non ci sono. Emigranti oggi spesso anche i nostri figli, per lavoro, per studio in un mondo liquido e globale. Chi, come Palmerini, consegna alla pagina scritta queste storie, ha il grande merito di ricostruire un tassello necessario della grande Storia, perché venga salvato ed affidato a occhi buoni ed umani che vogliano comprendere la fatica e la sfida di ogni viaggio per dare un senso nuovo, giusto alla parola “straniero”.

