Abruzzo/Molise

Domenico disperso nel fiume Trigno in piena. «La macchina del pescatore è ferma sotto il ponte crollato»

14 Aprile 2026

Le ricerche del 53enne pugliese Domenico Racanati vanno avanti da 12 giorni, il perito Moretti scrive alla Procura di Larino: «Caduta verticale, detriti e condizioni idrauliche portano a escludere un trasporto dell’auto a valle»

MONTENERO DI BISACCIA. Non si fermano alla foce del fiume Trigno le ricerche di Domenico Racanati, il pescatore 53enne di Bisceglie di cui non si hanno più notizie dal 2 aprile scorso, giorno del crollo del ponte sulla Statale 16. In azione nuclei speciali dei vigili del fuoco, volontari a terra e in mare e le altre forze dell’ordine. Il dispiegamento di uomini e mezzi è notevole ma la Fiat Bravo sembra essere sparita. Al momento, sono stati trovati la targa della vettura e un parafango.

In Procura, a Larino, è aperto un fascicolo per crollo e omicidio colposo. E al procuratore Elvira Antonelli, Stefano Moretti, perito vastese che in passato ha collaborato già con la procura molisana, ha inviato i risultati di un proprio studio compiuto in base alle immagini, ai video e alle notizie acquisite. A parere di Moretti, la vettura di Racanati dovrebbe trovarsi sotto la campata collassata a pochi metri dalla verticale di caduta e sarebbe invisibile perché ricoperta di detriti. Quel giorno Racanati stava andando a Ortona per ritirare una barca che aveva da poco comprato. «Analizzando il fiume Trigno, guardando il tratto che è collassato nel fiume», scrive Moretti, «si evince che il crollo è avvenuto a seguito dello spostamento o dell’inclinazione dei piloni che sono sulla sinistra. Con tutta probabilità», afferma il perito, «la sezione del ponte si è inclinata verso il basso prima sulla sinistra e successivamente con lo spostamento e inclinazione maggiore dei piloni mancando l’appoggio, si è letteralmente abbassata anche la parte destra. La massa del piano viabile ha creato una vera e propria diga artificiale che ha bloccato rami, tronchi d’albero e detriti trascinati dalla corrente . L’auto di Racanati, a quanto è dato sapere, percorreva quel tratto di ponte con direzione sud-nord. Non è da escludere che, al momento del crollo, il conducente per istinto ha deviato verso la propria sinistra lontano dal guardrail e quindi dal vuoto. L’abbassamento del ponte non ha fatto altro che spingere ulteriormente in avanti e quindi verso sinistra la vettura che è stata trascinata in acqua. Il primo punto d’impatto è stato dove è stata trovata la targa. Dopo il primo impatto , il veicolo pesando oltre una tonnellata è affondato rimanendo incastrato nel punto di caduta», ipotizza Moretti, «la corrente potrebbe aver liberato l’auto trascinandola non a molta distanza. È più probabile che l’auto sia vicina al ponte coperta di fango e detriti. C’è una elevata probabilità che il veicolo sia intrappolato sotto la campata collassata. La combinazione di caduta verticale, massa dei detriti e le condizioni idrauliche portano ad escludere un trasporto significativo a valle della vettura», conclude Moretti.

Da 12 giorni, le ricerche si sono concentrate tra la foce del fiume e il mare Adriatico, in un’area particolarmente complessa e fangosa in cui la visibilità è scarsa. A coordinare le operazioni è la Guardia costiera: al lavoro ci sono quattro unità navali. I fondali bassi sono stati controllati anche dove la corrente potrebbe aver trascinato il veicolo in qualche anfratto; diverse anche le ricerche a terra; i nuclei speciali dei vigili del fuoco hanno perlustrato anche le zone coperte dai detriti.

Se Moretti avesse ragione bisognerebbe scavare sotto quei detriti. A deciderlo sarà la Procura di Larino dopo aver letto attentamente la relazione del perito vastese. Le condizioni meteo e le correnti che sono state annunciate fino a venerdì non aiuteranno però l’intervento dei soccorritori. Al contrario potrebbero provocare nuovi spostamenti o cedimenti.