l’intervista

Gasparri su Ranucci: «Esige trasparenza da tutti Questa volta tocca a lui»

10 Luglio 2026

Il commento del senatore Gasparri (Forza Italia) spesso critico con il giornalista:

«La magistratura faccia chiarezza, ma non vi è dubbio che tornerà in onda»

PESCARA

«Io credo che la Rai abbia il pieno diritto di capire come stanno le cose e mi auguro che anche la magistratura vada fino in fondo su questa vicenda con rapidità». Solitamente caustico nei confronti del conduttore di Report Sigfrido Ranucci, questa volta in Maurizio Gasparri prevale l’animo azzurro del garantista. «Se a settembre deve tornare in onda? Tutta la vita», spiega il senatore di Forza Italia che, pur non risparmiando critiche al giornalista d’inchiesta, non affonda come ci si potrebbe aspettare.

Senatore Gasparri, nella vicenda dell’attentato a Ranucci si stanno scoprendo molti angoli bui: qual è la sua posizione?

«Fermo restando la solidarietà a Ranucci per l’orrendo attentato subito mesi fa, credo che serva fare chiarezza. Lui, che esige trasparenza da tutti, dovrebbe spiegarci i suoi rapporti con Lavitola».

Sui giornali se ne leggono di ogni.

«Ho letto addirittura che Lavitola avrebbe immaginato l’attentato perché così Ranucci sarebbe potuto diventare il leader del Campo largo e lui il suo Gianni Letta. Mi sembra fantascientifico. Altri dicono che fosse una sorta di “ambasciatore” presso Ranucci. Questo fatto è vero? Può aver avuto un’influenza sui servizi e le inchieste del programma? Speriamo vivamente di no. Personalmente non credo all’80% di quello che leggo ma, come in tutte le cose, qualcosa di vero deve esserci».

Per questo preme perché siano chiariti tutti gli aspetti della vicenda.

«La magistratura ora dovrebbe fare chiarezza, e in tempi rapidi, perché altrimenti si rischia di alimentare una ricostruzione che, ripeto, mi sembra da fantascienza. Ma mi aspetto lo stesso da tutti i protagonisti di questa vicenda. Ranucci, che è abituato a fare domande, ora deve rispondere. Non se la può cavare con due battutine. Anche per le implicazioni con l’attività di inchiesta nel servizio pubblico».

Ranucci non ha mai nascosto i suoi rapporti con Lavitola.

«D’altra parte non è mica vietato dalla legge. Lavitola, come suo diritto, ha manifestato la propria innocenza, ma viene chiamato in causa con delle ipotesi veramente inquietanti. Come si è detto in questi ultimi giorni, servirebbe un’inchiesta di Report sulla vicenda di Report».

Dipendesse da lei, confermerebbe Ranucci alla guida di Report per la prossima stagione?

«Decide la Rai, non Gasparri. Certo è che la Rai ha il diritto di sapere le contiguità, le fonti, le non fonti e così via. Anche perché recentemente Ranucci ha fatto un errore clamoroso: è andato in un’altra emittente a fare affermazioni oggettivamente infondate sul ministro Nordio. Lui ha deciso di non fargli causa. Per me è stato troppo buono».

Quindi Report e Ranucci secondo lei sono da confermare?

«Io sono molto critico nei confronti di Report e Ranucci. Dopodiché, non mi sembra ci siano dubbi sul fatto che a ottobre andrà in onda. Poi, certo, che non gli si possa impedire di dire bugie in televisione o ripubblicare la stessa intervista 58 volte... fortunato lui che può dire liberamente cose non vere».

A che si riferisce in particolare?

«Ha diffuso tante cose non vere. Penso ai servizi sulle stragi mafiose, in cui ha dato voce ad alcuni suoi “criptoautori”, cioè magistrati oggi in pensione, sconfitti in sede giudiziaria nel processo Stato-mafia. Le loro accuse si sono dimostrate false in sede giudiziaria, ma lui continua a rilanciare la pista nera».

Come sono i suoi rapporti con Ranucci?

«Ci siamo sentiti diverse volte in via privata. Col tempo, poi, i nostri rapporti sono progressivamente peggiorati. Quando però è venuto in audizione in commissione Antimafia dopo l’attentato, è stato molto cordiale. Mi ha anche abbracciato e ci siamo fatti un selfie».

Come uscirà da questa vicenda?

«Mi pare un po' in difficoltà rispetto al suo stereotipo del combattente senza macchia e senza paura, dell'eroe di alcuni tipi di sinistre. Mi ha colpito molto l’atteggiamento della stampa di sinistra, quella a lui più vicina, che questa volta è stata particolarmente critica. Stanno facendo onore al loro ruolo di stampa libera».

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