Pescara

L’intervista ad Arianna Fanelli: «Trump in difficoltà gioca i jolly, ma l’umiliazione è evidente»

21 Febbraio 2026

Il voto della Corte Suprema annulla i dazi ma la Casa Bianca passa subito al contrattacco. La politologa: «Il presidente quando fiuta la sconfitta, ha reazioni muscolari e poco pensate»

PESCARA. Una primavera fa un Donald Trump sorridente, con un cartellone nuovo di zecca, presentava i dazi, prometteva una nuova “golden age” americana fatta di guadagni per tutti e metteva tariffe alle isole Heard e McDonald, abitate solo da pinguini. Oggi quella visione sembra svanire sotto una sentenza perentoria della Corte Suprema.

Professoressa Farinelli, come siamo arrivati qui?

«Trump aveva usato una legge del ’77, una legge approvata durante la presidenza di Jimmy Carter e usata nel ’79 durante la crisi degli ostaggi a Teheran. La norma dice che il presidente può usare poteri emergenziali in economia e quindi nel 2025 Trump ha usato la legge per imporre dazi a tutto il mondo e speciali a Canada e Messico. L’uso di questi poteri per giustificare la politica tariffaria era già stato contestato da un giudice distrettuale a Washington e da un giudice di appello, ed è per quello che arriviamo alla Corte Suprema».

Che però è a maggioranza repubblicana…

«Sì, la Corte Suprema ha 6 giudici nominati dai repubblicani tre dei quali scelti da Trump e 3 di nomina democratica. Poiché questa Corte ha dato spesso ragione a questa amministrazione, si pensava che anche in questo caso sarebbero stati a favore. Ma la decisione che doveva arrivare a dicembre, si è dilungata, si è fatta attendere, e questo faceva sospettare che i giudici fossero divisi. Non in maniera ideologica: infatti hanno votato per Trump solo i 3 ultra conservatori – Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh».

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