Silvi

Disabile buttato nel cassonetto, incontro con la Garante per l’infanzia

20 Febbraio 2026

Il 17enne e i genitori ricevuti a Pescara. Il papà: «Ci ha fatto sentire la presenza delle istituzioni». Le indagini continuano con l’audizione di persone informate sui fatti e l’acquisizione di video

SILVI. Se l’inchiesta giudiziaria procede a ritmo serrato con nuove audizioni di persone informate sui fatti e acquisizione di video, il fronte della solidarietà si allarga sempre di più. Il caso è quello del disabile 17enne gettato in un cassonetto dei rifiuti da alcuni coetanei con il papà che ha dato voce a dolore e amarezza sui social generando un fronte di sostegno che va da tanti cittadini ad altrettante istituzioni.

Ieri il ragazzo e la sua famiglia a Pescara hanno incontrato la garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Alessandra De Febis. «La garante ha ricevuto mio figlio e noi genitori esprimendo tutta la sua solidarietà e il suo sostegno», racconta il padre del 17enne, «con grande empatia ha parlato con il nostro ragazzo dimostrando una profonda sensibilità, La ringrazio moltissimo per questo perché ci ha sentire la presenza dell’istituzione. È importante perché noi, come altri genitori che si trovano a vivere una situazione di questo genere, non dobbiamo mai sentirci soli e avere il coraggio di denunciare».

Il papà nella giornata di mercoledì a Roseto, in un incontro all’istituto comprensivo 1, è stato uno dei protagonisti della giornata organizzata a Roseto nell’ambito del Premio Borsellino proprio contro il bullismo. Lunedì sera il giovane e i suoi familiari hanno assistito alla partita tra il Pineto e Ternana su invito della società biancazzurra. «Il Pineto calcio», ha scritto la società, «ha voluto invitare il ragazzo e la sua famiglia per testimoniare vicinanza e sostegno in un momento particolarmente delicato. Accolto dalla società in un clima di affetto e partecipazione, il ragazzo ha ricevuto in dono una maglietta ufficiale biancazzurra. Un gesto semplice ma significativo che ribadisce l’impegno del club nel promuovere, dentro e fuori dal campo, i valori del rispetto, dell’inclusione e della solidarietà».

L’inchiesta della Procura per i minorenni va avanti con i primi due indagati e l’audizione di persone informate sui fatti che in questi giorni i carabinieri, delegati dall’autorità giudiziaria, stanno sentendo. E proprio nell’ambito delle attività che ogni indagine richiede, la parte offesa è stata sentita direttamente dagli inquirenti alla presenza di uno psicologo e per tre ore ha raccontato quello che è successo nel pomeriggio in cui quelli che credeva fossero suoi amici lo hanno aggredito, bastonate, derubato del telefono cellulare e buttato in un cassonetto della spazzatura così come si fa con i rifiuti.

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