Multe ai genitori e stop ai coltelli: cos’è la legge “anti maranza”

8 Gennaio 2026

Il governo prepara una nuova stretta sulla sicurezza e mette nel mirino la violenza giovanile. Le norme pensate per rafforzare l’esecutivo e rispondere alle critiche di chi chiede risultati su sicurezza e immigrazione

PESCARA. Il governo Meloni apre il 2026 preparando una nuova stretta sulla sicurezza e criminalità giovanile, con un pacchetto di misure che è già stato ribattezzato “anti maranza”. Una serie di norme che, come si legge nel comunicato diffuso sui profili social di Fratelli d’Italia, punta a rafforzare il contrasto ai reati commessi tra i minori: «Siamo al lavoro su un nuovo piano per la sicurezza: un disegno di legge che rafforza il contrasto alla criminalità giovanile attraverso l’inasprimento delle pene, la lotta ai maranza e la previsione di sanzioni anche per i genitori di figli minorenni». Poi la chiusura con la stoccata all’opposizione: «Mentre la sinistra riscopre oggi la parola “sicurezza” dopo anni di lassismo e ambiguità, questo Governo se ne occupa con serietà e costanza fin dal suo insediamento».

LE MISURE: multe ai genitori

e sospensione passaporto

Il disegno di legge, secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, è in incubazione al Viminale da mesi e dovrebbe arrivare in Parlamento non sotto forma di decreto, ma come Ddl ordinario, con la richiesta di una corsia preferenziale alle Camere. L’impostazione del testo è quella di un sistema di interventi rapidi pensati per rendere immediata la risposta dello Stato ai comportamenti illegali. Il fulcro è la responsabilizzazione del contesto familiare e genitori: quando un reato viene commesso da un minorenne, la sanzione può ricadere anche su madre e padre o su chi è tenuto alla sorveglianza, chiamati a rispondere in solido sul piano economico e amministrativo. L’idea è che colpire l’ambiente di riferimento, e non solo l’autore materiale del fatto, possa rafforzare il controllo educativo e ridurre il rischio di recidiva. Tra le misure allo studio c’è il divieto assoluto di porto di strumenti atti ad offendere, in particolare dei coltelli. L’obiettivo è ridurre l’uso immediato di armi da taglio che solo a Pescara hanno portato all’omicidio del 17enne Thomas Christopher Luciani nel giugno 2024. Accanto a questo, il disegno di legge attribuisce al prefetto la facoltà di disporre sanzioni amministrative accessorie, come il ritiro o la sospensione di patente, passaporto o permesso di soggiorno, fino alla possibilità di impedirne il rilascio. L’obiettivo dichiarato è garantire la certezza di una sanzione, evitando che i reati di microcriminalità restino senza conseguenze a causa delle note lungaggini della giustizia. La linea del provvedimento riguarda anche l’ordine pubblico, con la trasformazione di alcune violazioni oggi penali in illeciti amministrativi puniti con multe.

Nel testo è prevista anche una norma sul cosiddetto “scudo giuridico”: in pratica, quando una persona agisce per legittima difesa o in situazioni giustificate dalla legge, non scatta automaticamente l’iscrizione nel registro degli indagati. La tutela, inizialmente pensata per le forze dell’ordine, viene estesa a tutti i cittadini e non impedisce comunque alla magistratura di intervenire e andare avanti con le indagini.

UN PROVVEDIMENTO

PER RIPARARSI DALLE CRITICHE Mosse che servono anche a blindare politicamente il governo e il partito della premier dalle critiche interne ed esterne, comprese quelle di elettori che, a tre anni dall’insediamento, non percepiscono ancora come pienamente realizzate le promesse elettorali sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione. La stretta, tuttavia, non arriva dal nulla né rappresenta una svolta improvvisa. Nella legislatura in corso è già stata approvata la legge 17 maggio 2024, numero 70, che ha rafforzato il quadro normativo contro bullismo e cyberbullismo, estendendo gli strumenti di prevenzione anche al bullismo tradizionale, coinvolgendo scuole, famiglie e servizi sociali e introducendo misure coercitive non penali affidate ai tribunali per i minorenni, con percorsi educativi e rieducativi sotto il controllo dei servizi sociali. A questa legge ha fatto seguito nel 2025 un decreto legislativo attuativo che ha previsto, tra l’altro, il potenziamento dei servizi di assistenza alle vittime e una responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli minori attraverso la rete. Il nuovo ddl sulla sicurezza si inserisce dunque in un solco già tracciato, spostando però l’asse dalla prevenzione educativa alla deterrenza amministrativa immediata.

anche la lega prepara

il suo ddl sulla sicurezza

Sullo stesso terreno si muovono anche altre iniziative nel centrodestra. La Lega, ad esempio, ha depositato il mese scorso una proposta di legge autonoma sulla cittadinanza che prevede requisiti più stringenti, norme definite “anti maranza”, esami di integrazione e l’ampliamento dei casi di revoca. Come già accaduto con il decreto anti rave e con il decreto Caivano, il governo prova, sul tema della sicurezza, a mettere nuove “pezze” giuridiche per dimostrare coerenza con gli impegni elettorali. Resta però aperto il nodo più delicato: il passaggio dalla carta alla realtà dei fatti, dove l’efficacia delle norme si misura non solo sulla loro severità, ma sulla capacità dello Stato di applicarle davvero nei territori e nelle città.