Ora però basta non andare a schiantarsi

Robot umanoidi che prendono il controllo? Magari non siamo in Terminator ma la situazione impone attenzione
Quando nella mattutina riunione di redazione abbiamo preannunciato il servizio sui robot, qualche collega è andato con la mente al recente video diventato virale sui social: un umanoide bipede che prende velocità su una pista d’atletica, mulina le sue gambette d’acciaio a velocità folle (12,66 metri al secondo, pari a quasi 45 km all’ora), batte il record mondiale del giamaicano Bolt sui cento metri e, dopo il traguardo, non riuscendo a frenare in modo controllato, prosegue la sua corsa forsennata fino a schiantarsi contro una barriera protettiva al termine del percorso. Con tanto di piccola esplosione, scintille e risate umane.
Cresciuto nel mito di Terminator e di un post-apocalittico Arnold Schwarzenegger, confesso che mi spaventano questi robot pronti a entrare nelle vite di ognuno. Quanto la realtà si avvicina a quel film che ha plasmato le nostre paure (la Terra colonizzata dai robot e distrutta da una guerra nucleare...)?
Ogni costruttore di questi aggeggi presenta al mondo novità e buone intenzioni: gli umanoidi andranno a rimpiazzare chi svolge lavori usuranti, verranno impiegati in settori dove manca la manodopera e così via, di bella parola in bella parola.
Non finiremo a combattere le “macchine ribelli”, ma temo che la parabola della nuova vita all’orizzonte – già fitta di intelligenza artificiale – possa avere conseguenze ugualmente catastrofiche nel mondo iper capitalista e globalizzato che viviamo. Con la ricchezza concentrata sempre di più nelle mani di pochi padroni. Quelli dei robot, in questo caso. E finiremo per essere sempre più dipendenti dalle macchine e dalle tecnologie. Anche io che di robot conosco solo quello della cucina. Così, al termine della riunione di redazione, ho avuto una folgorante immagine fantozziana: un me del domani con uno straccio in mano, davanti a un robot addestrato a impartirmi degli ordini. Siamo nel 2090, sto lucidando il cervello informatico di questo coso ed esclamo: «Com’è umanoide lei...».

