la fiera vinicola

Vinitaly 2026. L’Abruzzo ora raddoppia tra centro storico e fiera

13 Aprile 2026

Successo al padiglione dedicato alla regione e lunghe file per lo stand esterno

VERONA

Tre, due, uno: in alto in calici è iniziato il Vinitaly. Poco dopo le 9.30 la fiera di Verona ha dato il via alla 58esima edizione del "Word wine business". Una grande vetrina per le eccellenze di casa nostra e non solo. Nei vari padiglioni che articolano l'esposizione ci sono una dopo l'altra tutte le regioni d'Italia, e poi curiosità da tutto il mondo, birra, cocktail e molto ancora. Rappresentanti delle istituzioni sono arrivati per dare il via all'evento. Il vice premier Antonio Tajani, e poi il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, quello della Cultura Alessandro Giuli, dello Sviluppo Economico Adolfo Urso e del Turismo Gianmarco Mazzi, il governatore del Veneto Alberto Stefani e il sindaco di Verona, Damiano Tommasi. Un parterre da grandi eventi per dare il benvenuto alle 4.000 aziende espositrici, agli operatori provenienti da 140 paesi e ai tantissimi buyers arrivati da tutto il mondo. E ci sono anche l'ex presidente del Veneto, Luca Zaia, e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, oltre che personaggi del mondo dello spettacolo come Simona Ventura che hanno scelto di trascorrere la domenica tra gli stand del Vinitaly, soffermandosi a dialogare con produttori e consumatori. Il vino, declinato in ogni sua nota, è stato servito per tutto il giorno.

Interno del padiglione Abruzzo al Vinitaly di Verona con esposizione di bottiglie di Montepulciano e Cerasuolo d'Abruzzo durante una degustazione.

Il ministro Giuli assaggia un pò di vino abruzzese

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Bianchi e rossi fin dalle prime ore del mattino, ma anche liquori, cocktail, distillati e novità del mondo mixology. Ad affiancare la più grande esposizione di vino d'Italia non sono mancati l'olio, il parmigiano, e il grande ristorante gestito quest'anno dallo chef Carlo Cracco. Nella mattinata, mentre appassionati e addetti ai lavori assaporavamo le novità proposte dalle varie aziende, sul grande palco del Vinitaly venivano assegnati i Taste of Italy - Wine List Excellent, i premi che raccontano il legame unico tra vino e cucina italiana. A ricevere il riconoscimento: Le Ciau del Tornavento – Triso (Langhe, Piemonte), Enoteca Pinchiorri, 3 Stelle Michelin di Firenze, Antica Bottega del Vino – Verona, ristorante Cracco, 1 Stella Michelin di Milano e Roscioli di Roma, Famiglia Roscioli.

Una particolare vivacità ha animato per tutto il giorno il padiglione dell'Abruzzo. Le 97 aziende e le oltre 300 etichette abruzzesi sono state protagoniste di degustazioni e brindisi a non finire. Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha organizzato una serie di appuntamenti, a partire dal tour interattivo e a 360° alla scoperta dell'Abruzzo e dei suoi vini, che ha incuriosito tutti, compreso il ministro della Cultura Giuli. «Possiamo dire che l'Abruzzo ha raddoppiato», ha affermato con piena soddisfazione il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, che ha fatto gli onori di casa nel padiglione 12 per l'intera giornata, «grazie a una credibilità conquistata siamo riusciti a conquistare Verona. Non solo all'interno della fiera, dove ormai negli ultimi anni siamo diventati sempre più importanti, ma per la prima volta anche in città con Vinitaly and the City, all'interno del centro storico di Verona». Imprudente ha evidenziato che grazie alla presenza delle eccellenze abruzzesi nel cuore di Verona «si è riusciti a far parlare di Abruzzo ovunque e questa è una grande soddisfazione per tutti. Si parla del nostro Cerasuolo, si parla di una regione che è unica, che è mare e montagna in meno di un'ora, dove le aree protette raccontano un valore ambientale importante e dove la storia, la tradizione, la cultura e anche l'innovazione riescono a esprimere delle emozioni molto forti. La nostra presenza al centro di Verona è la grande novità di quest'anno e ne siamo».

Alle 18 i riflettori si sono poi accesi proprio sul cuore di Verona, dove l'Abruzzo è stato protagonista di Vinitaly and the City. Un vero e proprio viaggio nella regione verde d'Europa, tra Montelpulciano e Trebbiano, lenticchia di Santo Stefano di Sessanio e Zafferano dell’Aquila Dop, fino alla cipolla bianca piatta di Fara Filiorum Petri e al fagiolo Tondino del Tavo. E per chiudere un brindisi con Cerasuolo d'Abruzzo sulla Torre dei Lamberti, a 84 metri d'altezza, per un “Brindisi da Cartolina”. Per il presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, Alessandro Nicodemi, «la nostra regione ha dimostrato, e dimostra ancora, che c'è la voglia di crescere e di essere dinamici. Quest'anno la nostra forza ci ha portato addirittura a raddoppiare l'Abruzzo presente a Verona, non solo tutto all'interno del padiglione 12, ma anche nel cuore di Verona». Cosa porterà tutto questo all'Abruzzo? Secondo il presidente Nicodemi, sicuramente «un valore aggiunto non solo ai nostri vini, ma anche al nostro territorio perché proprio nel fuori salone è forte la promozione lanciata sull'Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026. E poi non dimentichiamo la grande attenzione che abbiamo voluto riservare al nostro Cerasuolo d'Abruzzo, un vino rosa che abbiamo pensato di presentare nella città per eccellenza dell'amore: Verona, la città di Romeo e Giulietta». Dopo il primo tramonto in rosa, grazie all'inconfondibile colore del Cerasuolo d'Abruzzo, oggi si riparte con la seconda giornata di Vinitaly: dalle 9.30 al padiglione Abruzzo.