Today

11 aprile

11 Aprile 2026

Oggi, ma nel 1993, a Castle Donington, nel Regno unito, sul circuito di Donington Park, nella domenica di Pasqua, il brasiliano Ayrton Senna, di 33 anni, su Mc Laren-Ford MP4/8, si aggiudicava sotto la pioggia, il XXXVIII Gran premio d’Europa di Formula 1, terza gara di 16 del mondiale. Si lasciava alle spalle il britannico Damon Hill, su Williams-Renault FW15C, in seconda piazza, e il francese Alain Prost, sempre sul medesimo bolide, che saliva sul gradino più basso del podio. Il trionfo di Senna (nella foto, particolare, in azione in quel frangente proprio sull’asfalto bagnato) rimarrà tra le prove migliori del pilota di San Paolo, già tre volte campione iridato. Ossia: il 13 novembre 1988, il 4 novembre 1990 e il 3 novembre 1991.

Per la rimonta effettuata nel primo giro, risalendo dalla quinta alla prima posizione, proprio da Senna, in quelle già menzionate avverse condizioni meteo, il primo giro del cimento Uk verrà battezzato “The lap of the Gods”, letteralmente “Il giro degli Dei”. Il ferrarista mancato per poco farà suo l’ultimo Gp, quello d’Australia, ad Adelaide, il 7 novembre di quel ’93, sempre su Mc Laren Ford, prima dell’incidente letale l’1 maggio 1994, contro la barriera di cemento alla curva del Tamburello, nel XIV Gran premio di San Marino sul tracciato di Imola, per rottura del piantone dello sterzo. Nel suo ultimo 27 aprile incontrerà nuovamente il presidente della “Rossa di Maranello” Luca Cordero di Montezemolo, con il quale aveva già avuto degli abboccamenti, per trattare ancora la possibilità dell’approdo alla guida di una monoposto del “Cavallino rampante” che era favorito da Jean Todt.

Già nel ‘90, al tempo di Cesare Fiorio, aveva sfiorato l’accordo con la scuderia del “Drake”. Ma Prost aveva posto il veto. “Magic”, come era soprannominato dai tanti estimatori, sognava fin dal debutto, avvenuto il 25 marzo 1984 nel Gran premio casalingo a Jacarepaguà, su Toleman-Hart, di chiudere la carriera al volante della vettura più ambita del Circus e, ironia del destino beffardo, quello che verrà considerato tra i più talentuosi piloti di tutti i tempi morirà, mentre era alla testa della corsa, nell’autodromo intitolato alla memoria di “Enzo e Dino Ferrari”.