Vogliono commissariare Ranucci: è un suicidio. La nuova stagione presenterà il conto

29 Agosto 2026

I nuovi potenziali conduttori di Report sono bravi, ma estranei alla produzione di quel servizio che non può essere letto come un telegiornale

ROMA. Parlo come ex direttore di Rai che soffre psicologicamente a veder smantellare Report della Rai, uno dei pochi programmi capaci di garantire un’audience sicura e di resistere a una trasmissione come Che tempo che fa di Fazio, sostenuta da un pubblico fedelissimo. Report è una macchina che funziona non perché è condotta da una star, ma perché è stata costruita nel tempo dal lavoro di squadra della redazione, che ha saputo resistere anche al cambio della conduzione da Gabanelli a Ranucci. Mi si potrebbe obiettare: perché allora criticare l’introduzione di due nuovi conduttori, reclutati sì in Rai, ma dall’esterno della redazione? Perché la soluzione suona tanto come un commissariamento.

Conosco i nuovi potenziali conduttori e li ritengo bravi, ma comunque estranei alla redazione di Report. Un programma così, per essere credibile, non deve essere letto come il telegiornale, ma rispecchiare un lavoro di elaborazione interno. La soluzione più naturale e logica è scegliere il conduttore, ancora una volta, all’interno della redazione, come avvenne al tempo dell’avvicendamento Gabanelli-Ranucci. Distruggere Report commissariandolo è un vero e proprio suicidio aziendale per la Rai, che presenterà il conto in termini di audience all’apertura della prossima stagione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA