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29 agosto

29 Agosto 2026

Oggi, ma nel 1925, a Milano, in piazza della Scala, sotto il porticato dell’omonimo teatro, Virgilio De Fabritiis, di 34 anni, molisano di Bojano, tenente del 27° plotone d'artiglieria di campagna del regio Esercito, di stanza nella città ambrosiana, assassinava, con cinque colpi di pistola Browning d’ordinanza, la moglie Ester Ghezzi, meneghina di 22, sorprendendola con l’amante, il ragionier Giampaolo Ciceri di Monza già ex fidanzato della donna prima del matrimonio con l’ufficiale. Quest’ultimo (nella foto, particolare, il frontespizio della sentenza numero 55 del 17 dicembre 1925 della Corte d’assise milanese, dall’Archivio di Stato del capoluogo lombardo) verrà assolto "per totale infermità di mente" nel compimento dell’omicidio. Sia il fatto di sangue che il tortuoso iter giudiziario successivo desteranno non poco clamore in tutto il Belpaese.

Anche perché la coppia aveva una bimba, Maria Fabrizia, rimasta orfana di madre. Il crimine spaccherà l'opinione pubblica tricolore tra innocentisti e colpevolisti. Sul caso peserà anche la completa divergenza d'abitudini e d'estrazione sociale dei due coniugi. Lei era esuberante, amante del lusso e della mondanità. Lui, al contrario, era marziale, ritirato e schivo. Il 25 novembre 2024, in occasione dell’adesione della Direzione generale archivi alla campagna contro il femminicidio “Orange the World”, organizzata da UN Women, ente delle Nazioni unite per la promozione dell'uguaglianza di genere, per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la documentazione storica - che oltretutto prevedeva la scarcerazione con esito immediato del reo confesso in divisa - verrà pubblicizzata dall'ASMi.

Che sottolineerà come il codice penale messo a punto dal Guardasigilli del Duce Alfredo Rocco, che entrerà in vigore l’1 luglio 1931, avrebbe poi derubricato quell’uxoricidio come «delitto d’onore». Reato -che sarà abrogato con la legge numero 442 del 5 agosto 1981- punibile con la reclusione da 3 a 7 anni, rispetto ai 21 previsti per l’uccisione d'una persona.