Attentato di New York, la strage dei 5 amici argentini

1 Novembre 2017

La “gita” per i 30 anni dal diploma è finita in tragedia: altri quattro sono rimasti illesi, uno è ricoverato in ospedale

NEW YORK. Si conoscevano da quando erano ancora dieci pibes, ragazzini, sui banchi di scuola. Inseparabili dai tempi dell’Instituto Politecnico di Rosario, città argentina a 300 km a nord-ovest da Buenos Aires. Per loro quello che doveva essere il viaggio dei 30anni di amicizia è finito in tragedia. Sì, perché la maggior parte delle vittime dell'attacco terrorista sulla pista ciclabile lungo l'Hudson era un gruppo di vecchi amici sudamericani che aveva affittato delle bici per celebrare la ricorrenza: una gita festosa. Ma cinque di loro sono stati travolti e uccisi dal furgone piombato sulla folla, quattro sono rimasti illesi, un altro è ricoverato al Presbiterian Hospital di Manhattan. Gli amici argentini avevano condiviso gli anni migliori: gli amori adolescenziali, le feste, le partite di calcio. Insieme, nel 1987, avevano affrontato il rito di passaggio della maturità. E avevano deciso di festeggiare i 30 anni da quella data con un viaggio. Una gita, come ai vecchi tempi, per celebrare l’amicizia che resta nonostante tutto. Una foto, sorridenti e una maglietta con la scritta “Libre”, all’aeroporto Islas Malvinas di Rosario prima di imbarcarsi per San Paolo, scalo per la destinazione finale: New York. Lì si sarebbero riuniti con chi negli Stati Uniti si era traferito. Ma quell’amicizia è finita nel modo più assurdo e insensato.