[EMPTYTAG]Atlantia all’Ue: «Discriminati dalla politica»

[EMPTYTAG]Lettera della holding dei Benetton al commissario Dombrovskis: «Aspi penalizzata per secondi fini»
[FIRMA&LUOGO]di Enrica Piovan
<MC>ROMA
[TESTO]Atlantia cerca la sponda dell'Ue nel braccio di ferro col Governo sul destino di Autostrade per l'Italia. La holding dei Benetton si è rivolta al commissario Valdis Dombrovskis accusando il governo italiano di violare le norme europee. Nel mirino, in particolare, l'atteggiamento «discriminatorio» sulla garanzia statale chiesta dalla concessionaria autostradale, che va ad aggiungersi alle incertezze create già dal Milleproroghe: una situazione che - torna a ribadire Atlantia - rischia di compromettere la sopravvivenza stessa della società. La lettera è già all'esame dei servizi tecnici di Bruxelles, che promette una risposta «quanto prima». Bocche cucite invece dal Governo, fatta eccezione per il viceministro alle infrastrutture grillino Giancarlo Cancelleri, che cavalca la strada della revoca: «Scrivere lettere non serve a niente, è arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità», dice l'esponente 5s, chiudendo le porte al dialogo. «Ora basta - aggiunge - perché se il tentativo è quello di prenderci in giro e trattarci con arroganza, i Benetton hanno sbagliato governo». Dal fronte Dem, invece, fonti parlamentari si limitano a dire che il dossier della ministra De Micheli è a Palazzo Chigi e che un'accelerazione sulla decisione da parte di Conte sarebbe benvenuta. In pressing sul Governo Forza Italia, con Gelmini che osserva come questo «immobilismo» sia un danno per i cittadini. Atlantia, che in Borsa ha chiuso piatta a +0,03%, è tornata a far sentire la propria voce a Bruxelles (dopo la lettera del 15 gennaio sulle modifiche alle concessioni apportate dal Milleproroghe) con una lettera firmata dal presidente Fabio Cerchiai e dall'a.d. Carlo Bertazzo. Nella missiva, anticipata dal Financial Times, si denuncia come le norme del Milleproroghe abbiano permesso al Governo di «ridurre drammaticamente» la compensazione riconosciuta al gruppo in caso di revoca anticipata al contratto di Autostrade (da 23 a circa 7 miliardi) e si punta il dito anche contro il cambiamento del meccanismo per stabilire i pedaggi. Atlantia accusa anche il governo di forzarla a vendere la propria quota di maggioranza in Autostrade a Cdp «a una valore ridotto creando un danno significativo a migliaia di investitori». Centrale il delicato nodo della garanzia statale su un prestito da 1,25 miliardi chiesto da Aspi. Nel mirino, sempre le dichiarazioni del viceministro del Mise Buffagni, contrario a concedere la garanzia, nonostante soddisfi i criteri e i prerequisiti previsti.

