Legge elettorale, nuovo accordo a quattro sul "Rosatellum bis"

21 Settembre 2017

Il deputato Fiano deposita la legge proposta dal Pd che può contare sull'accordi di Ap, Forza Italia e Lega Nord. Il M5S boccia la nuova versione: "E' un'anticinquestellum, introduce le coalizioni"

ROMA. Il dado sulla legge elettorale è tratto. Il deputato del Pd Emanuele Fiano ha oggi depositato in commissione Affari costituzionali della Camera il testo del Rosatellum bis, ribattezzato anche "Rosatellum 2.0", la legge elettorale proposta dal Pd ma che può contare sull'accordo di Alternativa Popolare, Forza Italia e Lega Nord. Si profila dunque un nuovo patto a quattro, dove però gli alfaniani prendono il posto occupato dal M5S nell'accordo sulla prima stesura della legge. I Cinquestelle, infatti, bocciano senza appello la nuova versione, definita un "anticinquestellum", visto che introduce le coalizioni, a cui si oppongono strenuamente. "Stanno facendo una legge elettorale per fermare il M5S, un grande inciucio di Fi e Pd per arginare il nostro Movimento", attacca il candidato premier dei pentastellati Luigi Di Maio.

Salvini, pronti a votare Rosatellum

Il nuovo Rosatellum (che prende il nome del capogruppo dei deputati Pd alla Camera Ettore Rosato), depositato anche al Senato, in sostanza è un sistema su base proporzionale con un correttivo maggioritario: prevede infatti 231 collegi uninominali, che spingono a formare coalizioni, e uno sbarramento al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. La distribuzione dei seggi è per il 36% maggioritaria e per il 64% proporzionale. Nei collegi plurinominali, dove vale il proporzionale, sono previsti dei listini molto corti, dai 2 ai 4 candidati massimo. Non è ammesso il voto disgiunto. Viene fissata inoltre una quota di genere nella proporzione di 60-40%. La nuova scheda elettorale sarà unica e conterrà i nomi dei singoli candidati associati ai partiti che li sostengono, con accanto i nomi del listino della circoscrizione relativa.

Uno dei punti critici del primo Rosatellum era la definizione del passaggio dei voti dal candidato alla coalizione. Nella seconda stesura sarebbe stata individuata la soluzione: i voti non assegati a un partito, ma a un singolo candidato nel collegio, vengono ripartiti proporzionalmente all'interno della coalizione che lo sostiene. Ma l'esatto tecnicismo della ripartizione è ancora da definire.