Malaria, a Torino nel 2010 'caso Trento'

7 Settembre 2017

Legali imputati, malattia in Italia difficile da esaminare

(ANSA) - TORINO, 7 SET - "Contrarre la malaria in Italia è una casualità. Si tratta di episodi rari, difficili da esaminare". Lo affermano gli avvocati Mauro e Guido Anetrini, che difendono due dei sette medici imputati a Torino nel processo per la morte, nel 2010, di un ingegnere della Goodyear di 58 anni.

La vicenda, a sentenza a ottobre, ricorda per certi versi quella della bimba morta di malaria nei giorni scorsi. Secondo l'ipotesi dei magistrati, l'uomo si ammalò nel 2009 per la puntura di una zanzara rimasta nel cavo di uno pneumatico proveniente da un Paese africano. "Arrivavano da Germania, Polonia e Slovenia, tutti Paesi non endemici - ribattono i legali - E l'uomo non lavorava con gli pneumatici, ma si occupava di formazione del personale".

Per l'accusa il paziente non fu sottoposto ad anamnesi completa e tempestiva. "La malaria - spiegano i difensori - è stata diagnosticata dopo 40 giorni. Prima si era pensato a un linfoma, che ha gli stessi sintomi".