Meglio il turismo, Tanzania caccia Masai

Think Tank, devastazioni e fame per far spazio a società estere
(ANSA) - IL CAIRO, 10 MAG - Per favorire il turismo dei safari, ma anche quello super-elitario della caccia grossa, il governo tanzaniano sta scacciando "migliaia" di allevatori indigeni Masai dalle loro terre rendendoli senzatetto e a rischio di morte per fame. La denuncia viene formulata da un centro studi americano, Oakland Institute, che in una sintesi del rapporto sostiene che "le loro abitazioni sono state bruciate e le loro mandrie disperse su ordine del governo al fine di preservare l'ecosistema e attrarre più turisti".
Ai Masai scacciati "viene vietato l'accesso a vitali pascoli e specchi d'acqua". Questi allevatori transumanti "sono confrontati a intimidazioni, arresti e attacchi fisici a causa di due società di proprietà estera" che operano nella zona di Loliondo del distretto di Ngorongoro, area naturalistica nel nord del paese a est del famoso parco del Serengeti.

