Naufragio al largo della Libia: morti almeno 31 migranti

Sul barcone c'erano almeno 500 persone. Tweet del fondatore di Moas: "Non è un film horror". Calderoli: "Senza navi Ong si eviterebbero le stragi"
ROMA. Sono almeno 31 i morti, annegati in mare, nell'ultimo naufragio avvenuto oggi davanti alle coste libiche. E sono soprattutto bambini. È il bilancio del naufragio di un barcone carico di migranti nelle acque del Mediterraneo centrale, al largo del porto libico di Zuara. L'imbarcazione si è capovolta, non si sa se per un'onda o per un repentino spostamento delle circa 500 persone presenti a bordo. Il comandante della Guardia costiera italiana, Cosimo Nicastro, alla Reuters ha parlato di "almeno 20 cadaveri scoperti in acqua", mentre sono gli operatori dell'ong Moas a far sapere di aver recuperato 31 corpi, per "la maggior parte bambini". Non risultano altri dispersi. Chris Catrambone, fondatore dell'ong Moas (Migrant Offshore Aid Station), ha diffuso via Twitter una foto dei migranti caduti in mare, scattata durante le operazioni di salvataggio, accompagnata dal seguente messaggio: "Non è la scena di un film horror, ma una tragedia della vita reale che si svolge oggi alle porte dell'Europa".
Di tutt'altro parere il leghista e vice presidente del Senato Roberto Calderoli: «Ennesimo naufragio nel Mediterraneo. Ennesima strage di immigrati che hanno tentato la traversata con la solita "carretta" sicuri che tanto ci sarebbe stata una nave Ong pronti a raccoglierli. Se non vogliamo continuare a recuperare cadaveri l'unica soluzione resta quella di non farli partire, perché è chiara la strategia degli scafisti, che li mettono su improbabili natanti per percorrere le poche miglia nautiche per uscire dalle acque nazionali libiche, consapevoli poi di essere tratti in salvo dalle tante navi delle Ong che poi li portano qui in Italia». Calderoli, che è anche Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord, ha poi aggiunto: «Purtroppo, però, non sempre il meccanismo funziona e avvengono queste tragedie e i responsabili delle Ong che dicono di voler salvare vite umane dovrebbero capire che così stanno solo causando centinaia di morti ogni mese».

