NON SI DEVE FARE POLITICA SOLO ATTRAVERSO I SOCIAL

12 Aprile 2019

Immaginare di fare politica e svolgere un’attività come quella di rappresentare il popolo ma, ancor peggio, di governare per il benessere di tutti mediante twitter, whatsapp, facebook, instagram e...

Immaginare di fare politica e svolgere un’attività come quella di rappresentare il popolo ma, ancor peggio, di governare per il benessere di tutti mediante twitter, whatsapp, facebook, instagram e così via, è semplicemente illogico. Indubbiamente le nuove tecnologie e i social hanno cambiato il modo di vivere e di comunicare di tutti. La loro importanza è innegabile e incalcolabile.
Questi nuovi strumenti sono ormai fondamentali nella quotidianità di ognuno, per cui sarebbe totalmente sbagliato non ammetterlo, o anche solo sminuirlo ed è comunque illusorio solo pensare di poterli eliminare dalla nostra vita perché significherebbe andare contro il naturale processo di sviluppo sociale, di modernizzazione della società e di progresso. Utilizzarli, però, per svolgere attività politica, non è certamente adeguato. Se si tratta di diffondere messaggi oppure semplici comunicazioni o informazioni, senza approfondimenti, il loro uso può essere appropriato e anche utile perché sono mezzi più veloci, immediati e diretti che permettono, in ogni occasione, di raggiungere facilmente e istantaneamente un elevato numero di persone col minimo sforzo.
Fare però politica, quella vera, è un’altra cosa. Significa occuparsi di tutto e affrontare saggiamente una vastità di temi variamente complessi in maniera cosciente e responsabile perché proprio con la politica si determina la qualità delle nostre vite e quelle delle generazioni future. La politica, perciò, non è spettacolo e tantomeno si esaurisce nel trattare temi importanti in maniera superficiale ed approssimativa, oppure rendere tutto troppo semplicistico trascurando completamente approfondimenti e progettualità. Vuol dire, insomma, non solo informare o trasmettere qualcosa, ma coinvolgere, creare scambio di visioni, animare convegni ed assemblee in cui riflettere e discutere temi e proposte che riguardano tutti e il loro avvenire. Significa spronare la partecipazione attiva, stimolare dibattito e confronto, instaurare dialoghi, promuovere idee e progetti e definire il modello di società che si vuole.
Dunque, la politica non è solo dare notizie o attrarre consensi, ma elaborare un pensiero attraverso riflessioni e discussioni a volte anche animate. Certo, con i social tutto è più veloce ma viene certamente meno il dialogo diretto per cui l’interazione fra l’uomo politico e i cittadini diventa estremamente limitata e l’efficacia è sostanzialmente quasi nulla perché si tratta di un rapporto frivolo, volatile, di un consenso basato sulla quantità di like, tweet, sms e hashtag, non consolidato dalla relazione diretta, dalla conoscenza fisica e dalla discussione.
* Sociologo