Renzi si dimette da segretario del Pd: «Non faremo inciuci»

Il presidente Orfini incaricato di convocare un'assemblea per aprire la fase congressuale
ROMA. «E' ovvio che io debba lasciare la guida del Partito democratico». Dopo la sconfitta referendaria, la debacle elettorale. E forse questa è la volta buona per lasciare la guida del partito. Matteo Renzi, parlando al Nazareno del risultato del Pd alle elezioni, ha infatti sottolineato di aver chiesto al presidente del partito Matteo Orfini di convocare un'assemblea per aprire la fase congressuale. «Come sapete e come è doveroso, mi pare che abbiamo riconosciuto con chiarezza che si tratta di una sconfitta netta, una sconfitta che ci impone di aprire una pagina nuova all'interno del Pd», ha esordito Renzi durante la conferenza stampa convocata alle 18,30 al Nazareno. «Non c'è nessuna fuga. Terminata la fase dell'insediamento del Parlamento e della formazione del governo, io farò un lavoro che mi affascina: il senatore semplice, il senatore di Firenze, Scandicci, Insigna e Impruneta». E ancora: «Noi abbiamo compiuto errori: il principale è stato non capire che è stato un errore non votare in una delle due finestre del 2017 in cui si sarebbe potuta imporre una campagna sull'agenda europea. L'altro errore è stato essere stati in campagna elettorale fin troppo "tecnici", non abbiamo mostrato l'anima delle cose fatte e da fare». «Diremo sì a tutto ciò che serve al Paese, ma no agli inciuci. Lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo confermiamo: non faremo da stampella alle forze antisistema. Chi ha la forza di governare governi», ha concluso Renzi.

