Vaccini obbligatori, il decreto è legge. Aggrediti tre deputati del Pd

28 Luglio 2017

Il provvedimento, su cui il Governo aveva posto la fiducia, passa con 296 voti favorevoli e 92 contrari. Votano contro M5S e Lega. Ecco cosa cambia

ROMA. Via libera definitivo dall’Aula della Camera al decreto sui vaccini. Il provvedimento, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia, ha ottenuto 296 voti favorevoli, 92 contrari e 15 astenuti. Già approvato dal Senato, il decreto è quindi convertito in legge. Contro il decreto si sono espressi M5S e Lega. Ad astenersi sono stati i deputati di Sinistra Italiana e Fratelli d'Italia - An. La proclamazione del risultato del voto è stata salutata dall'applauso dai banchi del Pd.

«Sono molto soddisfatta, abbiamo messo in sicurezza questa e le prossime generazioni contro una serie di malattie infettive molto gravi», è stata la dichiarazione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Oggi abbiamo dato uno scudo protettivo per i nostri figli rispetto a malattie molto gravi che ancora sono tra noi». «Il varo definitivo della legge sui vaccini aumenterà il livello di protezione sanitaria delle famiglie italiane», è stato invece il primo commento del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter.

«Questo provvedimento è il modo con cui si sceglie tra la strada della verità, della realtà e della responsabilità che spetta alla politica e a chi ricopre cariche di governo, e tra chi invece sceglie l’apparenza o la post verità. Scegliere quindi tra verità e realtà contro apparenza e post verità». Cosi Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare durante la dichiarazione di voto in Aula sul decreto vaccini. «È questo il binomio che ha davanti il legislatore, chi è chiamato a fare politica con p maiuscola. Questa è la grande divisione che abbiamo davanti. E i dati della realtà, non scelti dalla politica ma comunicati dalla comunità scientifica, indicano che i casi di morbillo quest’anno in Europa a maggio 2017 sono stati 5483, e solo in Italia 3501 con due decessi, e che l’89% non era vaccinato e il 6% solo con una dose. Il morbillo riguarda tutti noi, i nostri figli, i nostri nipoti. È il diritto di andare all’asilo di tutti, anche di quel bambino malato che non può vaccinarsi e rischia il contagio. Non credo che questo sia soddisfare l’ego del ministro Lorenzin, come qualcuno ha detto. La scelta quindi, che avevamo davanti - prosegue- era tra realtà ed immaginazione, tra verità e post verità».

«Forza Italia ha votato a favore del dl vaccini e lo ha fatto con una motivazione fondamentale. Lo ha fatto perché questo provvedimento, per come è stata condotta tutta la discussione, si è trasformato in un referendum sui vaccini. Un referendum tra chi è pro e chi è contro», ha detto nel suo intervento  Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia. «L'atteggiamento del governo è stato senza criterio, perché ha cercato di costringere invece di convincere, proponendo un provvedimento basato sulla repressione e non sul confronto. Di fronte a questo Forza Italia ha deciso di lavorare, al Senato e ci sarebbe piaciuto farlo anche alla Camera, per migliorare il testo per far si che questo "referendum" non si traducesse in un no ad ogni tipo di vaccinazione. Abbiamo ottenuto la riduzione delle sanzioni, siamo riusciti a far eliminare la revoca della patria potestà, abbiamo fatto inserire l'obbligo della vaccinazione per i minori non accompagnati e che chi è a contatto con i bambini dichiari il proprio stato vaccinale. Avremmo voluto raggiungere anche altri obiettivi ma le nostre proposte sono state respinte ed alla Camera non ci è stato consentito di apportare altre modifiche».

«Il Parlamento ha approvato un provvedimento di cui nel Paese si discute da mesi. Se ne discute in Tv, per le strade, nei bar, nelle scuole, sui social, negli ospedali, anche nei taxi. Se ne è parlato ovunque tranne che nell’Aula di Montecitorio. Un provvedimento così importante, così sentito, così incisivo nella vita del Paese, è stato sottratto al dibattito in questo ramo del Parlamento e ci troviamo oggi a esprimere frettolosamente un SI o un NO su un provvedimento blindato», ha affermato Beatrice Brignone nel corso della dichiarazione di voto per il gruppo Sinistra Italiana-Possibile. «Proprio perchè è stato sottratto al dibattito parlamentare la possibilità di affrontare e proporre le necessarie modifiche e visto che riteniamo che il diritto alla salute del singolo, così come l’interesse della comunità, siano da garantire sopra ogni cosa, ma sono troppi e troppo importanti gli aspetti che questo provvedimento affronta in maniera insufficiente o negligente, Sinistra Italiana - Possibile si astiene».

L'AGGRESSIONE. Tre deputati del Pd sono stati aggrediti e insultati da alcuni dei manifestanti no-vax che stazionano davanti a Montecitorio da stamani per protestare contro il decreto sui vaccini obbligatori. Si tratta di Elisa Mariano, Ludovico Vico e Salvatore Capone che si sono rifugiati dentro un'auto (circondata e presa a calci e pugni) e poi messi in salvo dalla Digos. I tre, racconta Elisa Mariano, sono usciti da Montecitorio attorno alle 12,30 per raggiungere una vettura parcheggiata nello slargo antistante: «Alcuni manifestanti hanno chiesto ai miei due colleghi se fossero deputati e come avessero votato sul decreto vaccini. Vico e Capone hanno capito che erano male intenzionati e non hanno risposto. A quel punto i manifestanti hanno cominciato ad insultare gridando "assassini" e ci hanno aggredito. Noi ci siamo rifugiati nella macchina, che però è stata circondata e presa a calci e pugni. Questo è durato diversi lunghi minuti finché finalmente è intervenuta la Digos, con degli agenti in borghese». «Ci siamo spaventati - racconta Mariano - io moltissimo. È una follia, non si può arrivare a questi livelli, si è fomentato un clima pessimo. E pensare che i manifestanti avevano sulla maglietta la scritta libertà di scelta, rispetto delle opinionì. È stata una cosa bruttissima - conclude Mariano - e poteva finire davvero male».

ECCO COSA CAMBIA. Con il via libera definitivo della Camera senza modifiche rispetto al testo varato dal Senato, il decreto sui vaccini è stato convertito in legge. Molte le novità introdotte dal provvedimento.

OBBLIGO PER LA SCUOLA - Le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passano da 4 a 10 e sono requisito fondamentale per l’ammissione dei bambini al nido e alla scuola dell’infanzia (0-6 anni). Tra queste figurano quelle in via permanente, come anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilusinfluenzae tipo B; mentre tra quelle a diversa successiva valutazione (fra 3 anni) ci sono anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. È prevista una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro per chi non ottempera ai nuovi obblighi, anche per quanto riguarda i minori dai 6 ai 16 anni. Inoltre, ai nati dal 2012 al 2016 sono offerte gratuitamente le vaccinazioni anti-meningococcica C e anti-pneumococcica, mentre ai nati dal 2017 quelle anti-meningococcica B, anti-meningococcica C e anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Dirigenti scolastici e responsabili dei servizi educativi sono obbligati a richiedere, alternativamente, all’atto dell’iscrizione del minore, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni, l’idonea documentazione comprovante l’omissione o il differimento della somministrazione del vaccino, idonea documentazione comprovante l’esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale o la copia della prenotazione dell’appuntamento presso la azienda sanitaria locale. Il genitore può anche autocertificare l’avvenuta vaccinazione e presentare successivamente copia del libretto. E la semplice presentazione alla Asl della richiesta di vaccinazione consente l’iscrizione a scuola, in attesa che la Asl provveda ad eseguire la vaccinazione (o a iniziarne il ciclo, nel caso questo preveda più dosi) entro la fine dell’anno scolastico.

SCADENZE - Entro il 31 ottobre per la scuola dell’obbligo, e il 10 settembre per i nidi, per l’avvenuta vaccinazione può essere presentata la relativa documentazione oppure un’autocertificazione. Per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia deve essere presentata la relativa documentazione, mentre coloro i quali sono in attesa di effettuare la vaccinazione devono presentare copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl. Dall’anno scolastico 2019/2020 è prevista, poi, un’ulteriore semplificazione degli adempimenti delle famiglie per l’iscrizione a scuola dei minori, visto che gli istituti scolastici dialogheranno direttamente con le Asl per verificare lo «stato vaccinale« degli studenti, senza ulteriori oneri per le famiglie.

FARMACIE - Le vaccinazioni si potranno prenotare direttamente e gratuitamente in farmacia, nell’ambito delle attività della «farmacia dei servizi«.

I NATI DAL 2017 - Per i nati dal 2017 l’obbligo è esteso a tutte e 10 le vaccinazioni, mentre per i nati dal 2001 al 2016 devono essre somministrate quelle previste dal Calendario vaccinale nazionale per ciascun anno di nascita.

ESONERI E POSTICIPI - Non è sottoposto a obbligo gli immunizzati a causa di malattia naturale, mentre è possibile differire i termini in presenza di specifiche condizioni cliniche opportunamente documentate, come una malattia grave, acuta o moderata, con o senza febbre.

ANAGRAFE - Presso il ministero della Salute viene istituita l’Anagrafe nazionale vaccini, nella quale sono registrati tutti i soggetti vaccinati e da sottoporre a vaccinazione, le dosi ed i tempi di somministrazione e gli eventuali effetti indesiderati.

VACCINOVIGILANZA - L’Aifa, in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità, predispone e trasmette, con cadenza annuale, al ministero della Salute una relazione contenente tutti i dati presenti sul sistema di Farmacovigilanza relativi alle vaccinazioni, compresi gli eventuali eventi avversi per i quali è stata confermata l’associazione con una vaccinazione.

CONTROVERSIE - In tutte le controversie riguardanti presunti danni da vaccinazioni, e somministrazione di presunti farmaci, non oggetto di sperimentazione, l’Aifa è sempre parte del giudizio.