1 aprile

Oggi, ma nel 1928, a Brescia, dopo 1.618 chilometri percorsi sul tracciato Brescia-Roma-Brescia, Giuseppe Campari e Giulio Ramponi, in 19 ore 14 minuti, su Alfa Romeo 6c 1.500 SS spider Zagato, si aggiudicavano la seconda Mille miglia di automobilismo. I due avevano viaggiato alla media di 84 all’ora. Dei 91 iscritti erano partiti 82 e avevano completato la prova in 40. Era quella la prima edizione conquistata da una vettura della casa milanese del Biscione (nella foto, particolare, l'asso Campari, alla guida, e Ramponi, come navigatore, intenti a superare lo strategico Passo della Raticosa, a 968 metri sul livello del mare, valico dell’Appennino tosco-emiliano tra Firenzuola e Monghidoro, di collegamento tra la provincia di Firenze e quella di Bologna, lungo la strada statale della Futa, immagine tratta dall’archivio storico Alfa Romeo).
All'Alfa Romeo accadrà di salire sul gradino più alto del podio complessivamente 11 volte su 24 appuntamenti in 30 anni della classica gran-fondo stradale che si disputerà fino al 1957 quando cesserà per questioni di sicurezza. Il 12 maggio di quel 1957, infatti, a Cavriana di Guidizzolo, nel mantovano, si verificherà l’incidente dello spagnolo Alfonso De Portago su Ferrari 335 S che causerà la morte, oltre che sua e del suo secondo, lo statunitense Edmund Gurner Nelson, anche di 9 spettatori, 5 dei quali saranno bambini. Scatenando enorme riprovazione popolare.
Oltre che nel 1928 l’Alfa Romeo primeggerà alla Mille miglia anche: nel 1929, nuovamente col duo Campari-Ramponi; nel 1930, con Tazio Nuvolari e Giambattista Guidotti; nel 1932, con Mario Umberto “Baconin” Borzacchini e Amedeo Bignami; nel 1933, con Nuvolari e Decimo Compagnoni; nel 1934, con Achille Varzi e Bignami; nel 1935 con Carlo Pintacuda e Alessandro Della Stufa; nel 1936, con Antonio Brivio e Carlo Ongaro; nel 1937, con Pintacuda e Paride Mambelli. Alla partenza, il 31 marzo di quel 1928, rispetto all’edizione inaugurale, del 26-27 marzo dell’anno precedente, che era finita con la tripletta delle OM 665 "Superba" S Torpedo, in tutte le categorie di cilindrata erano state ammesse vetture “sport”. Ovvero due posti, molto più corsaiole come impostazione e dotate di propulsori più performanti rispetto alle versioni “gran turismo” benché rivisitate.

