1 MARZO

Oggi, ma nel 1936, a Pau, in Francia, si disputava il gran premio automobilistico di Formula 1 senza la partecipazione della scuderia Ferrari, perché le tre monoposto Alfa Romeo 8C 35 del drake erano state bloccate alla frontiera direttamente per ordine del presidente del Consiglio dei ministri, Benito Mussolini.
La presenza sul circuito cittadino transalpino di assi come Tazio Nuvolari, Antonio Brivio, Giuseppe “Nino” Farina, era stata preclusa in vista della conferenza delle nazioni, del 10 marzo successivo, dopo il mancato intervento francese e britannico in seguito alla rimilitarizzazione della Renania, da parte del Führer Adolf Hitler, con 20mila soldati, in violazione alle disposizioni di Versailles. Il trattato del 28 giugno 1919 vietava l’accesso all’esercito tedesco nei territori ad ovest del fiume Reno o comunque entro 50 chilometri ad est del corso d’acqua.
La gara della massima divisione motoristica a quattro ruote dell’1 marzo 1936 vedeva il francese Philippe Étancelin, su Maserati 6C M (nella foto, particolare). L’edizione precedente, quella del 24 febbraio 1935, aveva annoverato sul gradino più alto del podio Tazio Nuvolari, su Alfa Romeo P3 tipo B, della scuderia di Maranello. La competizione, istituita nel 1901, era stata la prima ad essere chiamata “gran premio”.
Dopo la prima edizione era stata ripristinata nel 1933, non disputata nel 1934, e il “mantovano volante”, era stato il primo pilota del Belpaese a fare suo il prestigioso titolo, che rientrava tra le tappe del campionato mondiale. Per vedere un altro asso del volante italico, bisognerà attendere il 1947, dopo la pausa 1940-1946, per ragioni belliche, Cirillo “Nello” Pagani, su Maserati, che bisserà il trionfo anche l’anno successivo, 1948, sempre su bolide della casa del tridente.

