1 ottobre

Oggi, ma nel 1986, veniva lanciato il primo albo del fumetto Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, «L'alba dei morti viventi», con la dicitura sul frontespizio "ottobre". In realtà era già arrivato nelle edicole italiane dal 26 settembre precedente. Costava 1.300 lire. Diverrà così prezioso (quotazioni oltre 300 euro, fino a 4mila per la locandina promozionale originale) per gli appassionati da essere falsificato. Ideato e scritto da Tiziano Sclavi, disegnato da Angelo Stano, con la copertina a colori (nella foto un particolare) realizzata da Claudio Villa, composto da 94 pagine in bianco e nero, edito dalla Daim press (che assumerà il nome attuale di Sergio Bonelli editore nel 1988) di Milano, fondata da Giovanni Luigi Bonelli, papà di Tex Willer, nel 1941 come Redazione Audace. Giovani e non solo d'Italia inizieranno a familiarizzare con le improbabili battute del fedele assistente Groucho (omaggio all'attore comico statunitense Groucho Marx) e con "Giuda ballerino", l'espressione tipica dell'investigatore del paranormale. Il titolo del primo Dylan Dog, dedicato al ritorno degli zombi, era un chiaro riferimento al film di culto del regista horror George Romero "Dawn of the dead" del 1978, co-prodotto da Dario Argento, proiettato nelle sale cinematografiche italiane col titolo "Zombi". La quarta di copertina dell'albo annunciava la seconda uscita, prevista per novembre: «Jack lo squartatore».

