1 Settembre

Oggi, ma nel 1976, a Biella, il brigatista Lauro Azzolini, appartenente alla colonna di fuoco milanese intitolata a Walter Alasia, insieme a Calogero Diana, uccideva, con due colpi di pistola calibro 7,65 Parabellum, il vicequestore aggiunto di Pubblica sicurezza Francesco Cusano, classe 1925 di Ariano Irpino, in servizio antidroga. La vittima, a Biella da 20 anni, era insieme all'appuntato Primo Anceschi, che però riusciva a salvarsi riparandosi dalle pallottole dietro una macchina parcheggiata, e moriva durante il trasferimento in ospedale in ambulanza. I due terroristi erano su una Fiat 131 con targa Milano, che risulterà rubata a un'altra Fiat 850 sempre del capoluogo lombardo. Azzolini aveva la patente contraffatta, intestata a tal Francesco Calippo, e questo aveva destato sospetti in Cusano che stava eseguendo un normale controllo volto alla prevenzione dello spaccio di stupefacenti. Quello di Cusano, che risulterà essere il primo omicidio delle Brigate rosse messo a segno in Piemonte, regione che insieme alla Lombardia darà un alto contributo di morti alla stagione nota come Anni di piombo, non era preventivato, ma era stato dettato al momento dal controllo a sopresa alla vettura. Cusano (nella foto, un momento del funerale) verrà insignito della medaglia d'oro al valor civile alla memoria già dal 1977. L'8 giugno 1978, la procura di Biella rinvierà a giudizio Azzolini in contumacia. Diana, che verrà identificato solo in un momento successivo come secondo uomo ad aver partecipato al fatto di sangue, verrà arrestato il 4 febbraio 1979 a Milano. Nel processo, che inizierà il 30 gennaio 1981, a Novara, e che durerà una settimana, i due malviventi verranno condannati entrambi a 30 anni di carcere.
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