10 Aprile

9 Aprile 2020

Oggi, ma nel 1941, a Zagabria, il generale Slavko Kvaternik, deputato leader degli Ustascia, formazione politica di estrema destra con all'attivo scorribande sanguinarie nei confronti dei civili, proclamava la nascita dello stato indipendente di Croazia, il cui capo era Ante Pavelic, di cui Kvaternik era il più stretto collaboratore. Formalmente la nuova entità era una monarchia ed un protettorato italiano, con guida effettiva da Roma e vincolo alla Germania nazista della quale l'Italia era alleata. Nella sostanza si trattava di una realtà fantoccio, asservita alle potenze dell'Asse, funzionale a tentare equilibri nei Balcani nello scenario del secondo conflitto mondiale. Nello stesso 10 aprile 1941 Kvaternik veniva nominato ministro delle forze armate, ruolo che deterrà fino al 4 gennaio 1943, e guida dell'esercito croato. Il 18 maggio successivo, nell'Urbe, Aimone di Savoia, che il 3 marzo 1942 diverrà il IV duca d'Aosta, giurerà davanti al re d'Italia Vittorio Emanuele III come sovrano di Croazia, assumendo il nome di Tomislavo II. L'ammiraglio Aimone di Savoia lascerà la Marina per incompatibilità di ufficio e resterà in carica fino al 12 ottobre 1943, quando formalmente la corona croata passerà al figlio, Amedeo di Savoia futuro V duca d'Aosta, col nome di Zvonimiro II, che la conserverà fino all'8 maggio 1945, quando poi il titolo regio croato verrà abolito. Il re Tomislavo II, che non aveva potere effettivo, che non credeva nella italianizzazione della zona, aveva inizialmente declinato l'invito per protestare contro l'annessione all'Italia della Dalmazia. Passerà comunque alla storia per non aver mai messo piede in Croazia, come aveva espressamente anticipato nell'atto di accettazione dell'incarico, sia a Vittorio Emanuele III che al duce del fascismo Benito Mussolini. Il neonato stato di Croazia, che nell'intestazione faceva subdolamente riferimento al desiderio di indipendenza dei croati, aveva una superficie di 102mila chilometri quadrati e sorgeva su parti del territorio che già erano state della Jugoslavia dopo l'occupazione militare da parte delle forze congiunte italo-tedesche.

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