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10 Ottobre

Oggi, ma nel 1906, a Stoccolma, nel Konserthuset, la sala dei concerti, il principale teatro cittadino, l'accademia svedese assegnava il premio Nobel per la letteratura al poeta Giosuè Carducci, senatore del regno dal 4 dicembre 1870. Era, in assoluto, il primo riconoscimento (nella foto, particolare della notizia riportata sulla prima pagina del quotidiano "Il Resto del Carlino", edizione di Bologna, del'11 ottobre 1906) promosso col cognome dell'inventore della dinamite, il chimico Alfred, tributato ad un italiano. Anche se bisogna specificare che nello stesso 1906 lo scienziato tricolore Camillo Golgi, di Corteno di Brescia, del 1843, otteneva, a pari merito con l'iberico Santiago Ramón y Cajal, il Nobel per la medicina, proposto dall'istituto Karolinska di Solna, meritato per i suoi studi sulla istologia, ossia la struttura dei tessuti del sistema nervoso. Mentre per avere un altro connazionale di Carducci onorato del Nobel per la letteratura bisognerà attendere il 10 ottobre 1959, con Salvatore Quasimodo, poeta di Modica, in quel di Ragusa, in Sicilia, del 1901. Carducci, di Valdicastello, frazione di Pietrasanta di Lucca, in Toscana, classe 1835, accademico di Eloquenza italiana dell'ateneo felsineo, dal 26 settembre 1860, morirà il 16 febbraio 1907, nella città delle due torri, della Garisenda e degli Asinelli. La motivazione del prestigioso premio, istituito nel 1901, era questa: «Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica». Il premio veniva consegnato nella cerimonia tenuta il 10 ottobre, data simbolica, poiché ricorrenza della morte di Nobel, spirato a Sanremo, in provincia di Imperia, in Liguria, nel 1896. Fin dal 1902 Vittorio Puntoni, rettore dell'università bolognese, aveva avanzato all'accademia svedese e allo stesso re Oscar la supplica di scegliere Carducci. Aveva anche inviato tutti i suoi volumi di prosa e di poesia, ma i notabili di Svezia avevano lasciato cadere le richieste. Era poi stato il barone Carl Nils De Bildt, ambasciatore di Svezia a Roma nel periodo 1889-1902 e 1905-1920, che nel 1904, in veste di componente dell'accademia di Stoccolma, aveva spinto la scelta su Carducci. Poi era tornato alla carica nel 1906. E al suo sforzo si erano accodati, nel perorare la causa, anche il conte Ugo Balzani, presidente della Società romana di storia patria, e il professore di filologia romanza Jhoann Vising, rettore della Scuola superiore di Gottemburg.

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