11 APRILE

10 Aprile 2023

Oggi, ma nel 1951, nel bosco della Tassinaia, a Vicchio del Mugello, in provincia di Firenze, Pietro Pacciani uccideva Severino Bonini, con 19 coltellate, dopo averlo sorpreso in intimità con Miranda Bugli, fidanzatina del killer. I colpi andavano a segno alla tempia sinistra, al cuore, tre alla schiena, quattro al petto, dodici al volto.

Dopo aver assestato i fendenti, “Il Vampa” (nella foto, particolare, in manette, sul luogo del fatto di sangue, con i carabinieri e la Bugli), com’era soprannominato, di 26 anni, fracassava il cranio della vittima, di 41 a colpi di pietra. Quindi violentava la ragazza, rea di essersi concessa per soldi, presumibilmente 14mila lire. Il 18 dicembre 1952, verrà condannato, in appello, a 18 anni e 5 mesi di reclusione.

La Bugli, che verrà considerata complice nell’assassinio del cenciaiolo, con verosimile premeditazione, avrà 10 anni di prigione. Quest’ultima, oltremodo, viveva more uxorio con il colono Carlo Scarpi, nella località Casa Nuova. La vicenda, che destava enorme scalpore, non solo nel circondario, verrà ripescata nella meticolosa analisi degli 8 duplici omicidi, commessi nelle campagne intorno al capoluogo toscano, tra il 1968 e il 1985, con atti di mutilazione, ai danni di coppie appartate in macchina.

Quello che verrà ritenuto dagli addetti ai lavori il primo caso di omicidi seriali verificatosi nel Belpaese, detti “del Mostro di Firenze”, vedrà il pittoresco contadino di Mercatale Val di Pesa protagonista di un tortuoso, nonché controverso, iter giudiziario. Il primo grado terminerà con la condanna a 14 ergastoli per 7 degli 8 duplici ammazzamenti. Il secondo grado si concluderà con l’assoluzione da tutti i reati per non aver commesso il fatto.

La Corte di cassazione annullerà la sentenza d’appello con rinvio ad un nuovo secondo grado. Quest’ultima fase non sarà celebrata per la morte di Pacciani, che avverrà il 22 febbraio 1998, nella sua abitazione di Mercatale.