11 gennaio

Oggi, ma nel 1948, a Mogadiscio, i rivoltosi della Lega dei giovani somali, in protesta contro l’istituzione dell’amministrazione fiduciaria dipendente da Roma dopo la disfatta dell’Africa orientale italiana, uccidevano 68 persone e ne ferivano 98. Nel dettaglio si trattava, tra i morti, di 54 italiani e di 14 connazionali, e tra i feriti di 55 e di 43. La mattanza (nella foto, particolare, il cimitero tricolore di Mogadiscio, nello scatto pubblicato dal quotidiano milanese “Corriere della Sera” l’11 gennaio 2018 a corredo del pezzo “Somalia, la strage degli italiani: Mogadiscio 11 gennaio 1948, a firma di Silvia Morosi e Paolo Rastelli, a sua volta ripreso dal sito Internet “Italia coloniale” di Alberto Alpozzi) avveniva, sotto gli occhi dei militari britannici che teoricamente avrebbero dovuto supervisionare la situazione e far mantenere la quiete pubblica, a bastonate e a coltellate direttamente entrando nelle abitazioni degli ex coloni.
Senza risparmiare donne, bambini, invalidi, anziani. Riuscivano a salvarsi 700 italiani che si rifugiavano nella cattedrale proprio durante la celebrazione della messa. Tra i rappresentanti della Lega dei giovani somali veniva fatta fuori Hawo Tako. Verosimilmente l’azione armata era stata aizzata proprio dai vertici dell’autorità d’occupazione UK. Il 14 gennaio successivo arriverà lo sdegno espresso dal presidente dell’Assemblea costituente Umberto Terracini e quello del governo presieduto dal democristiano Alcide De Gasperi attraverso il ministro della Marina mercantile Paolo Cappa, altro esponente Scudocrociato. Il 15 gennaio di quel ’48 il giornale torinese “La Stampa” pubblicherà l’elenco con i nomi e cognomi delle vittime. Ciò desterà ancor più clamore nel Belpaese dove il legame con i possedimenti d’oltremare sarà ancora forte e molti vanteranno ancora parenti e conoscenti giunti su quel lembo di suolo africano a partire dal 1889.
E l’apprensione monterà ulteriormente quando verrà diffusa la notizia della sistemazione dei familiari dei malcapitati periti nei tumulti in una sorta di campo di concentramento alla periferia di Mogadiscio benché ufficialmente per tutelare la loro incolumità. Tutta la vicenda verrà rievocata nelle pagine del volume di Annalisa Urbano e Antonio Varsori, intitolato “Mogadiscio 1948. Un eccidio di italiani fra decolonizzazione e guerra fredda”, che sarà pubblicato dalla casa editrice bolognese Il Mulino nel 2019.
