11 Giugno

10 Giugno 2020

Oggi, ma nel 1970, a Toluca de Lerdo, nello stadio La bombonera, in occasione dei mondiali di calcio messicani, durante la partita Italia-Israele, terminata 0-0, il telecronista della Rai Niccolò Carosio, che aveva seguito la nazionale tricolore dall'1 gennaio 1933, a Bologna, per l'Eiar, incappava nell'incidente tecnico sul guardalinee etiope che lo porterà ad essere esonerato dall'incarico lasciando il microfono al suo vice Nando Martellini, su decisione di Ettore Bernabei, direttore generale della televisione di Stato dal 1961. L'alto dirigente pubblico era stato incalzato, nel togliere la voce a Carosio, dall'ambasciatore etiope a Roma che aveva protestato anche per il ruolo scomodo di ex colonia italiana rivestito dall'Etiopia. L'incontro, diretto dall'arbitro brasiliano Viera de Moraes, aveva visto il momento di massima concitazione quando, dopo il goal del minuto 29 messo a segno dall'azzurro Gigi Riva e convalidato dal direttore di gara, era stato segnalato come nullo, perché realizzato in fuorigioco, dal guardalinee Seyoun Tarekegn, etiope. Ne nasceva una questione razziale, presumibilmente secondo la quale Carosio (nella foto, nel particolare del francobollo commemorativo emesso, nel centenario della nascita, il 15 marzo 2007, dalle Poste italiane) avrebbe dato del "negraccio di 39 anni" all'assistente arbitrale. Tantomeno "il Negus si è vendicato". Nella realtà, invece, riascoltando la telecronaca, l'appellativo dispregiativo on sarebbe mai stato pronunciato e lo speaker palermitano, nel suo resoconto, aveva incolpato solo la fortuna per l'annullamento della rete che avrebbe dato la vittoria agli italici e chiamato Tarekegn solo con l'appellativo di etiope, ma prima della frase incriminata. Le parole esatte sarebbero state queste: «Rete! L'arbitro ha convalidato il punto. Però il guardalinee ha alzato la bandiera...L'arbitro aveva convalidato il punto e il guardalinee... no: niente convalida!... Ma siamo proprio sfortunati!». L'equivoco verrà chiarito, il 31 maggio 2009, da Massimo De Luca, in diretta tv, durante la Domenica sportiva, di fatto riabilitando Carosio, in pensione dal 1971 e morto, nel capoluogo lombardo, il 27 settembre 1984, per una crisi polmonare, nella clinica Città di Milano.

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