11 MAGGIO

10 Maggio 2023

Oggi, ma nel 2013, a Milano, nel quartiere Niguarda, Adam “Mada” Kabobo, immigrato clandestino di origine ghanese, di 30 anni, in preda ad un raptus di follia omicida, uccideva, a colpi di piccone, tre passanti: Alessandro Maria Carolè, di 40 anni, Ermanno Masini, di 64, che morirà due giorni dopo, Daniele Carella, di 21, che morirà anch’egli quarantotto ore dopo l’aggressione. Le vittime, scelte a caso, venivano poi depredate dei propri effetti personali. Andrea Canfora, Antonio Francesco Niro, Giuseppe Quatela e Antonio Morisco, invece, venivano feriti soltanto con una spranga di ferro.

Il 31 marzo 2016, la corte di Cassazione confermerà, con sentenza definitiva, i 20 anni di reclusione, (nella foto, particolare, il killer con il piccone tradotto in manette nel penitenziario di San Vittore) la pena già espressa in secondo grado, il 20 gennaio 2015. Il primo grado, con rito abbreviato, risalirà al 15 aprile 2014 e l’africano rimedierà 20 anni di cella più 3 da trascorrere in ospedale psichiatrico giudiziario. Verrà riconosciuta all’assassino la semi infermità mentale nel compimento della mattanza. Lo stesso picconatore dirà di essere stato guidato da voci malvage interiori.

Kabobo, del villaggio Wa di Lora, classe 1982, padre di una figlia, avuta a 20 anni, consumatore abituale di hashish, era arrivato nel Belpaese, a Lampedusa, nel 2011, dalla Libia, dopo essere stato in Nigeria. Prima di giungere nel capoluogo lombardo era transitato per il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari. Era stato ospite del penitenziario di Lecce, per aver partecipato a dei tafferugli, e il 31 gennaio 2012, era stato messo in cura con 30 gocce di Haldol, un antipsicotico, per disturbi della senso percezione. Prima dello scatto d’ira del 11 maggio 2013, era stato localizzato in Svizzera, a Losanna, nel locale ospedale. Il 22 gennaio 2016 Kabobo verrà condannato, ad 8 anni di prigione, nel processo relativo a due tentati omicidi, conteggiati a parte.

La sentenza sarà esecutiva il 12 gennaio 2018, da parte della corte di Cassazione. Il 4 dicembre 2020 ci sarà un nuovo rimaneggiamento del computo di pena e la Cassazione taglierà 5 anni e 4 mesi, portando la sommatoria finale a 22 anni e 8 mesi.